News 

DB Super – Broly: da Vegeta alla Terra, primi dettagli e immagini per le location del film

Il Dragon Ball Official Site, il sito ufficiale di Dragon Ball gestito da Shueisha, continua la speciale campagna promozionale per il film cinematografico “Dragon Ball Super – Broly”. Dal nome Dragon Ball Movie Frontline, la campagna svela aggiornamento dopo aggiornamento nuove informazioni riguardo la pellicola, dividendosi tra annunci ufficiali, interviste con lo staff e retroscena della produzione.

Seguendo il ricchissimo approfondimento con Akio Iyoku e le citazioni del produttore Norihiro Hayashida, del regista Tatsuya Nagamine e del supervisore dell’animazione Naohiro Shintani (che ci ha anche accompagnati in un breve tour nel suo studio), protagonisti di questo sesto appuntamento sono Nobuhito Sue e Kazuo Ogura, rispettivamente presidente e direttore esecutivo dello Studio Kusanagi, azienda giapponese specializzata nella creazione di background in 2D e 3D. In veste di background artist e direttore artistico per la pellicola, Sue e Ogura ci parlano di come le ambientazioni si sono amalgamate alla nuova direzione artistica voluta per il film, svelando al contempo una serie di inedite informazioni sulle location dove si svolgerà la storia.

Sin: Nobuhito Sue, background artist – Des: Kazuo Ogura, direttore artistico

 

NOBUHITO SUE & KAZUO OGURA SUL FILM DI DRAGON BALL SUPER

Intervista originale giapponese

 

Q: In che modo siete stati scelti per occuparvi della direzione artistica per il film “Dragon Ball Super: Broly”?

Ogura: In passato ebbi già modo di lavorare con il regista Tatsuya Nagamine per il film “One Piece: Film Z” ed è stato proprio lui a contattarmi per questo progetto, dicendomi che voleva dedicarsi maggiormente anche al lato artistico. Dragon Ball è una serie che seguo da quando ero uno studente; non avrei mai immaginato di venirne coinvolto nella produzione. E’ un vero onore.

Sue: Io sono stato già coinvolto con Dragon Ball per la produzione del film “Dragon Ball Z: La Battaglia degli Dei”. Mi è stato chiesto supporto dalla compagnia che si occupò della direzione artistica. E’ stato il mio primo incarico per la serie.

 

Q: Che tipo di direttive vi ha dato il regista Nagamine sulla direzione artistica?

Sue: Questo è un film, quindi abbiamo voluto assicurarci che la qualità fosse superiore a quello di un prodotto televisivo. L’impostazione delle ambientazioni è cambiata notevolmente rispetto l’opera televisiva, il che ci ha permesso di muoverci come preferivamo (ride). Rispetto ad un’opera televisiva, i film offrono maggiori dettagli. Noi, però, vogliamo portare il tutto a un livello superiore.

Q: Parlateci del vostro lavoro sulla direzione artistica del film.

Sue: All’inizio della produzione, quando la sceneggiatura non era stata ancora completata, abbiamo ricevuto delle linee guida che indicavano il tipo di location che sarebbero apparse nel film. Questi documenti erano accompagnati da materiali di riferimento estratti dal manga originale, dalle serie animate televisive, dai film, ecc. Inoltre, per trarre più ispirazione abbiamo consultato anche materiali di altre opere e in seguito abbiamo cominciato a disegnare dei bozzetti che sarebbero potuti rientrare nella visione generale del mondo di Dragon Ball. Personalmente, ho prestato particolare attenzione sull’uso dei colori in questo primo stadio. Se alcuni layout non sono definiti, infatti, si può creare non poca confusione sul colore (ride). Se invece vengono già definite le palette nelle bozze, sarà più facile effettuare la colorazione quando si dovrà ultimare il disegno in bella copia. Pertanto, sebbene abbia generalmente rispettato le originali linee guida sui colori, ho voluto proporre delle possibili variazioni e modificato i layout indicando le mie correzioni. Fatto ciò, l’intero staff si è riunito per analizzare i vari dettagli della produzione artistica. In particolare, [cerchiamo di capire] come i disegni prendano vita [lett. facciano sentire la loro presenza] e come venga percepita la loro tridimensionalità in superficie una volta applicato il colore vero e proprio.

 

Q: Quanti art-board avere realizzato, in totale?

Ogura: Considerando che alcune location sono state riprodotte in diverse variazioni, abbiamo raggiunto il totale di circa 40 art-board. Anche se c’è da aggiungere che per scene brevi non abbiamo utilizzato art-board completi. Parliamo, per esempio, di scene uniche o in cui ci sono solo montagne in stile cinese. In casi simili è stesso lo sfondo “ufficiale” a diventare l’art-board illustrativo.

 

Q: Quanto tempo in media impiegate per realizzare un art-board? 

Ogura: Generalmente dipende dalla grandezza della location. Infatti, la panoramica d’analisi del Pianeta Vegeta, che è la location più grande del film, ci ha richiesto circa tre giorni di lavoro; anche se in parallelo stavamo realizzando le altre ambientazioni.

Visuale del Pianeta Vegeta di giorno e plausibilmente al tramonto. Il cielo è caratterizzato da due “lune”. L’edificio che ammiriamo sulla rupe è ora confermato come il palazzo del Re Vegeta.

 

Q: Avete realizzato tutto al pc?

Sue: Sì. Abbiamo lavorato principalmente al pc. E’ stato un bel cambiamento per noi che facciamo parte della vecchia generazione che colorava a mano e che lo faceva ancora fino a poco tempo fa (ride).

Ogura: Anch’io fino a poco tempo fa coloravo tutto a mano (ride).

Sue: Ci sono moltissimi artisti che hanno lavorato in questo campo fin dall’era della colorazione a mano. Anche se ora abbiamo il beneficio del digitale, continuiamo ad avere il desiderio di riprodurre quel classico tratto “a pennello”. Per questo tendiamo a realizzare sfondi che emulano questo stile (ride). Però questa volta la pellicola include anche sfondi progettati in 3D ed è difficile far combaciare il 3D ad una colorazione “a pennellata”, pertanto [nel dar forma a queste particolari ambientazioni] dobbiamo assicurarci che siano facili da riprodurre in tre-dimensioni.

 

Q: Su cosa avete tenuto particolarmente conto nel riprodurre il Dragon World?

Sue: Sull’attenerci ai colori originali della serie. Piuttosto che giocare con la saturazione per rendere i colori più “realistici”, abbiamo preferito mantenere le ormai iconiche tonalità luminose della serie. Inoltre, per noi è stato importante evidenziare una differenza tra la Terra e gli altri pianeti. Se non cambi la forma delle rocce, il colore del cielo o disegni qualcosa di “alieno”, l’ambientazione sembrerà sempre quella della Terra. Ho fatto quindi in modo di dare alla Terra e ai vari pianeti forme e colori peculiari, così che possano essere subito riconosciuti tra loro già dalla sola atmosfera.

Ogura: Abbiamo utilizzato il manga del maestro Toriyama come riferimento, cercando di capire come espanderne la storia senza distanziarci eccessivamente dall’atmosfera dell’opera originale. Ho prestato attenzione a fare in modo che gli spettatori riconoscano come si sono evolute certe parti del manga nel film, senza che pensino che siano due cose totalmente diverse.

Sue: Sin dalla produzione delle prime bozze, il regista Nagamine ci ha detto di dare del nostro meglio, così – prendendo in considerazione il lavoro fatto fino a quel momento – ho avuto il coraggio di proporre a Shueisha e al maestro Toriyama un radicale cambio del design. Una volta ricevuto l’OK, siamo passati alla “fase operativa”.

Ogura: Per noi è stato facile procedere nella realizzazione delle ambientazioni, poiché al fianco di luoghi già ben noti come la Città dell’Ovest, in questo film debutteranno diversi nuovi pianeti. Tra questi ci sarà anche il Pianeta Vegeta, mai approfondito in passato.

Sue: Dovendo dar forma ad ambientazioni realistiche come, per fare un esempio, i monti antartici, siamo stati particolarmente attenti nel rifinire i vari dettagli, così da conferire un aspetto ben più naturale rispetto il tratto di un fumetto.

Ulteriori visuali del Pianeta Vegeta: il Palazzo del Re e quelle che sembrano basi spaziali con zone di atterraggio.

 

Q: Come avete detto, trattandosi di una grande space opera, in questo film debutteranno alcuni nuovi pianeti. Come siete riusciti a progettare queste ambientazioni?

Sue: Volendo fare qualche esempio, per il pianeta chiamato “Banpa” [惑星バンパ – possibile estratto della parola Banpaia – バンパイア – Vampiro, ndt] il Maestro Toriyama ci ha fornito dei bozzetti generali su cui ha indicato che il luogo è disseminato da grandi valli e creature che vivono prettamente nei laghi. Basandoci su questa linea guida, abbiamo iniziato a delineare l’art-board definitivo e inserito elementi peculiari come rocce organogene, così che risultasse evidentemente differente dal Pianeta Vegeta.

 

Q: Pianeta Banpa!? Stavamo parlando generalmente e all’improvviso sveliamo uno scoop simile?! Quindi, nel film comparirà anche questo pianeta.

Sue: Esattamente. Il Pianeta Banpa e il Pianeta Vegeta saranno le principali location della storia; oltre la Terra, naturalmente.

Prima immagine del Pianeta Banpa.

 

Q: [Visualizzando l’immagine sopra allegata] Quindi questo pianeta è stato progettato sui bozzetti illustrativi del maestro Toriyama?

Sue: Sì. Abbiamo accuratamente seguito le sue linee guida, come la presenza di una colorazione prevalentemente giallastra. E’ un luogo del tutto diverso dal Pianeta Vegeta e dalla Terra.

 

Q: Per quanto riguarda il Pianeta Vegeta, invece, avete usato come riferimento le immagini dei media in cui è stato mostrato in passato?

Sue: Sì. Sulla base di quanto ci è stato già mostrato in passato tra la serie animata e i film, siamo riusciti ad ampliare la nostra visione del Pianeta [introducendo elementi del tutto inediti]. Sul pianeta Vegeta c’erano luoghi simili a spazi sopraelevati, come ad esempio il palazzo reale quindi abbiamo rimodellato i dettagli seguendo questo senso di forma. Inoltre vogliamo rimanere fedeli all’atmosfera delle basi e delle navicelle spaziali che Toriyama ha disegnato, rendendo tutto più coerente. Ad esempio se avessimo disegnato navi spaziali enormi ci saremmo distaccati troppo dal manga originale.

A sinistra, il Palazzo Reale voluto da Paragas nel film “Dragon Ball Z: Il Super Saiyan della Leggenda”, film di debutto di Broly (1993). A destra, line-art di progettazione del vero Palazzo del Re Vegeta realizzato da Nobuhito Sue.

 

Q: Quali sono state le differenze che avete riscontrato lavorando con altre opere?

Sue: Questo progetto è stato abbastanza facile da compiere, oltre che divertente, grazie all’inaspettata libertà che ci è stata concessa. All’inizio dei lavori il maestro Toriyama ci ha fornito le linee guide necessarie, il che ci ha permesso di procedere spediti fin dalla fase di progettazione.

Ogura: Ci hanno fornito tre indicazioni in particolare. Una di queste era che ogni Pianeta doveva essere caratterizzato da forme peculiari. Il Pianeta Vegeta, per esempio, viene rappresentato da cerchi e quadrati. Così abbiamo apportato alcune modifiche per rispettare tali richieste.

 

Q: Dunque, quali sono le parti sulle quali vi siete soffermati maggiormente?

Ogura: Il regista Nagamine ha tenuto in particolar modo a sviluppare l’impatto del lato artistico del film. La storia non si limita a una sola location, ma integra lo spazio intero, quindi sapevo di dover lavorare su larga scala. Non vedo l’ora di vedere come risulterà il tutto proiettato sul grande schermo.

Sue: Io mi sono personalmente concentrato sulla casa estiva di Bulma. L’ho tenuta per ultima, così che potessi prendermi tutto il tempo necessario per darle forma. E’ una location della Terra non solo inedita, ma anche relativamente grande.

Ogura: Il regista Nagamine ci ha fornito una serie di foto personali del suo viaggio ad Amalfi [città costiera in provincia di Salerno, Campania, Italia(!), ndt.] da utilizzare come riferimento. Ha incluso anche una ricca collezione di foto panoramiche della città.

Sue: Curiosamente, anche a me piace la città di Amalfi e ho da parte una collezione di immagini della città! La villa di Bulma è un edificio dalla fonda tondeggiante – come classico della linea della Capsule Corporation – di base di colore bianco con un pizzico di colore qua e là – come invece tipico delle abitazioni di Amalfi. E’ una location che rispetta il design della serie di Dragon Ball, ma che al contempo, man mano che si avvicina alla baia circostante, ti dà quella sensazione di trovarti davvero ad Amalfi.

Ogura: Volevo fare il tetto arancione, ma a pensarsi… da dove parte il tetto sugli edifici della Capsule Corporation? (ride)

Visuale della città costiera dove viene costruita la villa estiva di Bulma. La città prende diretta ispirazione dalla bellissima costa italiana di Amalfi.

 

Q: Per concludere, diteci quali sono i punti di forza della direzione artistica di “Dragon Ball Super – Broly”.

Sue: Penso che riesca a dare una sensazione di novità, modificando in senso positivo l’atmosfera della serie televisiva e dei film prodotti finora. Spero possiate guardare gli sfondi e rimanerne affascinati. Guardando i titoli di coda penso noterete senza ombra di dubbio che li ha disegnati Kusanagi (ride).

Ogura: Vogliamo che anche il maestro Toriyama ne rimanga sbalordito. Siamo riusciti a plasmare con l’arte una visione del mondo con una tale personalità che non era mai stata rappresentata nella serie di Dragon Ball. Il regista Nagamine ha detto che il film sarà ricco di scene d’azione. Spero che lo sfondo si veda chiaramente alle spalle delle battaglie… sono abbastanza preoccupato (ride).

TRADUZIONE ITALIANA

 

La “Dragon Ball Movie Frontline“ è una rubrica pubblicata a ritmo settimanale, ogni Domenica. I nuovi articoli vengono rilasciati alle ore 09:00 circa (02:00 di notte in Italia), omaggiando quello che era l’orario di trasmissione della serie animata di Dragon Ball Super su FujiTV. Non possiamo assicurare che ogni settimana verrà fornita una nuova intervista, ma ogni inedita informazione verrà coperta dal nostro Team!

Atteso nei cinema giapponesi dal 14 Dicembre 2018, Il film cinematografico di Dragon Ball Super rappresenterà la 20° pellicola realizzata per il franchise generale di DB e il 1° film cinematografico di Dragon Ball prodotto per lo specifico brand di Super. La pellicola vanterà il coinvolgimento diretto di Akira Toriyama, creditato alla trama, alla sceneggiatura e al character design. Il primo comunicato d’annuncio ha suggerito una storia che parlerà de “la razza guerriera più forte di tutto l’Universo: i Saiyan”, raccontando delle “origini” della loro forza tramite una narrazione che viaggerà tra il passato e il presente. Ma in che modo il Broly che dà titolo al film ne sarà coinvolto? Come spiegato dal maestro tramite un commento dedicato, sarà una specie di reboot del Saiyan che conosciamo: questo Broly avrà una personalità e apparentemente una storia diverse da quelli originali, sebbene non perderà l’animo “Berserker” che lo ha reso iconico nel Dragon World. La première di Dicembre sarà limitata al solo Giappone, ma – come promesso dallo staff – la distribuzione occidentale seguirà poco dopo. Le prime licenze, infatti, indicano la proiezione in America Latina e in Nord America già nel Gennaio 2019.

 

Fonte:

DB OFFICIAL SITE Q&A – DB OFFICIAL SITE GALLERIA

Related posts