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DB Super: intervista a Ryota Nakamura e Satoru Takami sul Torneo del Potere [completa]

Il Dragon Ball Official Site, il sito ufficiale della serie edito Shueisha, ha pubblicato un’intervista a Ryota Nakamura (中村亮太) e Satoru Takami (サトルタカミ), rispettivamente regista e produttore dell’arco narrativo “Survival Universale” della serie animata di Dragon Ball Super. Ryota Nakamura è entrato nello staff di produzione di Super nel corso dell’Arco di Champa, lavorando inizialmente come regista per gli episodi singoli e divenendo poi regista della serie in sé dall’inizio del Survival Universale. Satoru Takami, invece, è stato nominato produttore da poco prima dell’inizio dell’arco narrativo del Trunks del Futuro.

L’intervista, pubblicata per la rubrica “Gli Artigiani del Dragon World” (DRAGON BALL Artizan), una rubrica dedicata ai nomi dietro la produzione e la creazione dei vari prodotti del franchise di Dragon Ball, si sofferma in particolar modo sui diversi risvolti della produzione del Torneo del Potere, definendo il coinvolgimento del maestro Akira Toriyama sotto specifici aspetti della narrazione.

Il regista Ryota Nakamura (sinistra) e il produttore Satoru Takami (destra)

 

Gli “Artigiani” che hanno dato vita all’arco narrativo del “Survival Universale” di Dragon Ball Super, ora al suo climax.

 

Q: La serie animata televisiva di Dragon Ball Super ha finalmente raggiunto il climax questo mese e voi siete stati così gentili da partecipare a quest’intervista per discuterne con noi. Cominciamo dal principio: da quanto siete coinvolti nel progetto di Super?

Satoru Takami: Dal “Futuro”. Sono nello staff da circa metà serie, da poco prima dell’inizio dell’arco narrativo del Trunks Futuro.

Ryota Nakamura: Io sono invece entrato nello staff dall’arco narrativo del Sesto Universo [l’Arco di Champa, con l’incontro di arti marziali tra il Sesto e il Settimo Universo, ndt]. Ho cominciato come regista dei singoli episodi, occupandomi anche del successivo Arco del Trunks del Futuro. Poi, sono diventato regista della serie dall’inizio del Survival Universale.

 

Q: Come e quando avete conosciuto Dragon Ball?

Nakamura: Alle elementari guardavo la serie animata di Dragon Ball in televisione ogni settimana. Ricordo che partecipai al Toei Anime Fair [l’edizione del 20 Luglio 1991, ndt] e uno dei tre film in proiezione era “Dragon Ball Z: Il destino dei Saiyan” (ドラゴンボールZ とびっきりの最強対最強 – Dragon Ball Z: L’incredibilmente forte contro il più forte), dove apparve per la prima volta il personaggio di Cooler. Dragon Ball era una serie che piaceva tantissimo a me e ai miei amici ed ora esser parte della Toei Animation e lavorare ad essa come regista è per me un onore.

Takami: Anch’io mi sono avvicinato a Dragon Ball ai tempi delle elementari. Allora discutevo spesso con i miei amici su chi fosse il più forte tra Goku e Kenshiro [Hokuto no Ken – Ken il Guerriero, ndt]… Non avrei mai immaginato di lavorare, un giorno, alla produzione della serie animata.

 

I PROTAGONISTI DEL SURVIVAL UNIVERSALE

 

Q: Quando ha avuto inizio la produzione dell’arco narrativo del Survival Universale? E in che circostanze?

Takami: Prima di tutto, dobbiamo premettere che Dragon Ball Super è un progetto totalmente a ideazione di Akira Toriyama. Per questo non va considerato come una delle “storie originali” create da noi della Toei Animation ai tempi di Dragon Ball Z [i cosiddetti Filler, ndt.]. Nostro unico compito è stato adattare al meglio le bozze e le idee del maestro nella serie animata. [Come con i precedenti archi narrativi], anche per il Survival Universale abbiamo ricevuto le linee guida dal maestro Toriyama, ma in particolare è da citare la nota di presentazione: “Ci sono 80 persone che combattono insieme ed è tutto un caos” (ride).

Nakamura: Proprio così. All’inizio della progettazione, Akira Toriyama ci ha fornito sette character design di altrettanti personaggi. Alle bozze fu aggiunta anche la visuale dell’Arena del Torneo del Potere costruita dal Gran Sacerdote… ora quel ring è mezzo distrutto (ride).

 

Q: Quali erano i personaggi inclusi nei character design del maestro?

Nakamura: I primissimi design che ci ha consegnato furono quelli di Jiren, Toppo, Dyspo e del Dio della Distruzione Quitela.

 

Q: Il maestro Toriyama si è occupato del design di tutti i Pride Troopers dell’Undicesimo Universo?

Nakamura: No, ci ha fornito solo le immagini di Jiren, Toppo e Dyspo. Però, visto che i Pride Troopers indossano tutti la stessa divisa rossa e nera, ci ha lasciato carta bianca in merito.

Takami: Tra le prime bozze del maestro Toriyama non c’erano dettagli in merito alla personalità di Jiren. Al che, avendo già avuto tra i principali nemici personaggi nichilisti e bei tenebrosi come Hit o Zamasu, abbiamo pensato fosse una buona idea rendere Jiren un tipo alquanto loquace, costruendolo come una sorta di vigilante; un eroe della giustizia. Sarebbe stato il leader, il fulcro di questa squadra di eroi.

Nakamura: Quando abbiamo proposto la nostra idea, il maestro Toriyama ha commentato dicendo: “Jiren è un tipo taciturno”, e a quel punto ci ha fornito la storia del suo passato, di come i suoi genitori e il suo stesso maestro di arti marziali siano stati uccisi. Ci ha specificato il tipo di personaggio che voleva fosse Jiren; un nemico totalmente in contrasto a Hit o Zamasu.

Takami: E così, tutta la caratterizzazione che avevamo costruito per Jiren è stata traslata su Toppo.

 

Q: Quello di Toppo è stato uno sviluppo interessante: dal ripetere “Giustizia”, “Giustizia” al diventare un Dio della Distruzione.

Nakamura: La sua candidatura a Dio della Distruzione è un’altra idea originale del maestro Toriyama. Noi abbiamo solamente plasmato il tutto. Dopo Toppo, abbiamo pensato a Dyspo e alla sua caratterizzazione. Quando in seguito abbiamo saputo che il suo doppiatore sarebbe stato Bin Shimada [voce di Broly, del Re Kaioh dell’Ovest, Suguro, Sonpara, di Nikochan in Dr. Slump e dell’Angelo Campari in Super, ndt.], è stato quasi inevitabile modellarlo come un personaggio arrogante e presuntuoso. Solo una volta aver stabilito questi tre Pride Troopers ci siamo concentrati sul resto della squadra, costruendoli attorno al trio principale.

 

Toppo nella sua forma da Dio della Distruzione. Il Dragon Ball Official Site indica tale forma come “トッポ 破壊神モード” (Toppo Modalità Dio della Distruzione)

 

Takami: Anche la trasformazione di Ribrianne del Secondo Universo in una guerriera paffutella era nelle bozze di Akira Toriyama. Noi abbiamo aggiunto l’idea per cui Ribrianne nella sua forma base fosse una bella ragazza, creando così questo “paradosso” nella trasformazione.

Nakamura: La stessa Caulifla, la Saiyan del Sesto Universo, è un design originale del maestro.

Takami: Lei però non era nel progetto iniziale. Tutto è cominciato quando alla riunione organizzativa della staff di produzione abbiamo discusso della popolarità di Broly…

Nakamura: E da lì abbiamo ideato il personaggio di Kale.

Takami: Volevamo un Saiyan caratterialmente molto simile a Broly, ma creando una perfetta copia non l’avremmo reso un personaggio interessante, così abbiamo deciso di renderla una donna. Abbiamo progettato il suo design alla Toei Animation, sottoponendolo poi all’analisi di Akira Toriyama. Da questa base il maestro ha creato Caulifla.

Nakamura: …e abbiamo deciso di affiancare le due ragazze.

Takami: Direi che è una coppia che funziona davvero bene.

Nakamura: Sì. Il merito è anche delle rispettive doppiatrici, Yuka Komatsu [Caulifla] e Yukana Nogami [Kale – cantante e doppiatrice nota col solo nome d’arte Yukana].

 

Q: Quando la signorina Yukana è stata scritturata in Super, ne sono rimasto sorpreso. Kale non è proprio il tipo di personaggio che si tende ad associare a lei…

Nakamura: In effetti… (ride). Però sono davvero felice di essere riuscito a scritturare sia Yukana che Yuka Komatsu. Insieme, hanno funzionato incredibilmente bene. Quando Kale e Caulifla si sono unite in Kafla tramite la Fusione coi Potara, hanno dovuto registrare le loro voci in sincronia e… Yukana è stata fantastica. Yuka Komatsu guardava lo schermo e recitava normalmente [nella solita prassi di copione / schermo del doppiaggio, ndt.], mentre Yukana interpretava le sue battute seguendo il labiale della signorina Komatsu. Avendole osservate dal vivo, non ho dubbi nel definirle un ottimo duo.

 

La fusione di Caulifla e Kale, Kafla, interpretata in sincrono da Yuka Komatsu e Yukana.

 

LA SFIDA DI UNA BATTLE ROYALE SENZA PRECEDENTI

 

Q: Quanti dettagli sulla storia vi sono stati forniti dalle bozze del maestro Akira Toriyama?

Nakamura: Il maestro ci ha fornito un documento nel quale sono riportati tutti i dettagli sugli sviluppi in merito al Settimo Universo, dall’inizio alla fine del Torneo. Per esempio, ci ha detto contro chi avrebbe dovuto combattere Piccolo e come sarebbe caduto fuori dal ring; e chi sarà a vincere alla fine. In particolare, ha fornito le indicazioni sulla battaglia tra il Settimo Universo e l’Undicesimo Universo. Beh…. alla fin fine, direi che ci ha descritto tutti gli eventi principali.

 

Q: Quindi, anche i nomi dei dieci i guerrieri del Settimo Universo?

Nakamura: Esattamente. Da Goku a Freezer: tutto è stato deciso dal maestro Toriyama. La sorpresa della sostituzione finale di Majin Bu con Freezer? Una sua idea. Ha realizzato tutta la storia principale; noi abbiamo giusto aggiunto dei dettagli qua e là per renderla più “corposa”.

 

Q: Non credo abbiamo mai visto sullo schermo una Battle Royale tra ben 80 guerrieri in una volta sola. Già solo il character design di ognuno di loro dev’essere stato un’ardua sfida…

Takami: In effetti, è abbastanza raro avere sullo schermo così tanti personaggi attivi in una volta sola. Stabilile l’aspetto e la storia di ciascuno è stato piuttosto complicato. Fortunatamente, alla Toei Animation abbiamo già affrontato scene di imponenti e caotiche battaglie con gli archi di Dressrosa e Marineford in One Piece, quindi il nostro staff aveva già una prima esperienza alle spalle. Siamo arrivati [al Torneo del Potere] a nostro modo preparati.

Nakamura: Sapevamo fin dall’inizio che sarebbe stato difficile, pertanto abbiamo lavorato metodicamente e cominciato a pianificare proprio dal principio. Ad esempio, nei primi minuti abbiamo dato spazio alla Battle Royale, mostrando scene in cui si sentiva la confusione [data dal gran numero di guerrieri in campo]. Successivamente [col venir meno di parte dei contendenti sul ring], ci siamo concentrati sui combattimenti individuali sparpagliati sul ring.

Takami: Era necessario soffermarsi su alcuni avvenimenti particolari [mettendo da parte il resto], poiché altrimenti il pubblico non sarebbe riuscito a seguire i vari eventi. Per questo abbiamo deciso di gestire la narrazione come se stessimo mostrando, di volta in volta, i diversi punti di vista. Credo sia stato un successo.

 

LE IMPLICAZIONI DI UN REGISTA

 

Q: C’è qualche aspetto su cui vi siete particolarmente soffermati nella realizzazione del Survival Universale?

Nakamura: Ad essere onesto, ancor prima dell’inizio del Survival Universale ho passato un bel po’ di tempo a pensare a come migliorare la resa visiva delle immagini rispetto i precedenti archi narrativi. Tutto lo staff ha partecipato alla discussione, lasciando i propri suggerimenti e già durante l’Arco del Trunks del Futuro la qualità è andata migliorando sempre più. Prendendo le redini [della serie] dal Survival Universal, ho lavorato a stretto contatto con lo staff e non abbiamo lesinato alcuno sforzo per offrire una produzione in continuo crescendo. Il Torneo del Potere si sviluppa in moltissime battaglie, pertanto mi sono mosso in prima persona, correggendo in più parti interi storyboard pur di migliorarli anche solo un pochino. Ho cercato di rendere i combattimenti più variegati, utilizzando come riferimento scene di vari film live-action.

 

Q: La qualità dello speciale televisivo di un’ora trasmesso lo scorso autunno era piacevolmente alta [gli episodi 109 – 110, trasmessi in uno speciale formato “maratona”, uno dopo l’altro, ndt].

Nakamura: Realizzare questo “special” faceva parte degli eventi pianificati in largo anticipo. Ho investito denaro e scommesso sulle persone dello staff, pianificando con loro come gestire le singole vicende, valutando ogni singolo punti di vista.

Takami: Sono stato entusiasta di tutti i feedback positivi che i fan hanno pubblicato in rete. Naturalmente, la trama è stata volutamente gestita per lo spettacolo visivo e per dare la giusta introduzione del potenziamento [di Goku]. E’ stato il maestro Toriyama in persona a realizzarne il design, a descriverne le origini [a spiegare cosa fosse, ndt.] e a coniare il nome “Ultra Istinto”. E’ dalle sue indicazioni che abbiamo deciso di rendere lo scontro di Goku contro Jiren l’evento principale dell’episodio, utilizzandolo come trampolino di presentazione dell’ “Ultra Istinto Incompleto”.

Nakamura: Quando abbiamo deciso i dettagli e li abbiamo consegnati alla revisione del maestro Toriyama, ha definito l’Ultra Istinto come un potenziamento per Goku. Voleva che fosse un potere totalmente differente dal Super Saiyan.

 

L’Ultra Istinto “Incompleto” di Goku, estratto dall’episodio 110.

 

PRIMA DEL CLIMAX… VEGETA!

 

Q: Anche se avevamo appena iniziato ad avvicinarci al climax, la scena di Vegeta che pensa alla sua famiglia mi ha profondamente colpito.

Nakamura: Già, anche per noi è stata la stessa cosa. Come quando si sacrificò nell’Arco di Majin Bu: fu sorprendente. Vegeta è un tipo maggiormente predisposto alla famiglia rispetto a Goku. In questo senso, anche nel manga originale, è il personaggio che, tra tutti, è cambiato di più dalla sua prima comparsa.

Takami: Prima dell’inizio del Torneo del Potere, Vegeta era inquieto per la nascita della sua secondogenita. Aveva pure interrotto gli allenamenti – per un po’ – e mi dava l’impressione che non sarebbe riuscito a liberarsi facilmente da quest’ansia in tempo per il Torneo. Mi chiedevo: riuscirà a concentrarsi sulla battaglia col pensiero della bambina appena nata? Però, quando la competizione ha avuto inizio e si sono succeduti i combattimenti, il tutto è venuto da sé in modo naturale, con lui che utilizza il suo orgoglio e il pensiero della sua famiglia come motivazione nella battaglia.

Nakamura: Perdere al Torneo del Potere significa la distruzione del Settimo Universo e la scomparsa della sua famiglia. Guardandola da questo punto di vista, direi che Vegeta è il più motivato. Non lo direbbe mai ad alta voce, ma sono certo che la sua risoluzione venga tutta dal pensiero di non voler perdere la piccola Bra.

Takami: Però bisogna stare attenti a non rendere Dragon Ball troppo sentimentale. Dopotutto, dobbiamo rispettare il mondo creato dal maestro Toriyama. Quest’aspetto di Vegeta dà solo un pizzico di brio al contesto.

Nakamura: Già. Vegeta non è il tipo di persona che abbraccia la propria figlia e le dice “chi è l’amore di papà?”. E’ un uomo dalle molte sfaccettature, ma che si nasconde dietro un burbero “mpf” e che non riesce a esprimersi in situazioni d’affetto; come quando abbracciò Trunks, per esempio. Per questo tiene tutto dentro ed è raro che faccia il sentimentalista, citando il signor Takami. D’altro canto, è proprio per questo che, in Dragon Ball, è uno dei personaggi più facili da usare per esprimere l’amore per la propria famiglia.

 

Il Super Saiyan Blu “potenziato” di Vegeta, scatenato dal desiderio congiunto di non perdere, mantenere la sua promessa a Cabe e proteggere la sua famiglia dalla distruzione. Il Dragon Ball Official Site lo definisce 超サイヤ人ゴッド超サイヤ人・進化 (Super Saiyan God Super Saiyan “Shinka” – “Evolution”)

 

Q: E’ solo una mia impressione oppure ci avete messo davvero impegno nel descrivere il personaggio di Vegeta?

Nakamura: Davverp? Non era proprio mia intenzione, ma… beh, dopotutto Vegeta è sempre in primo piano con Goku, spalla a spalla. Devo però ammettere che preferisco sforzarmi maggiormente su guerrieri come il vecchio Muten o Crilin; quei personaggi che ti portano a chiederti “Ma perché hanno portati anche questi tizi qua?”. Beh, sono lì perché li ha voluti il maestro Toriyama. Se avesse voluto guardare alla mera forza fisica, al Torneo del Potere ci sarebbero stati solo Super Saiyan come Goten o Trunks. Penso che il maestro Toriyama abbia invece voluto i dieci che ha scelto per dimostrare come si possano gestire battaglie interessanti anche con guerrieri “minori”, anziché un susseguirsi di scontri vinti per via della trasformazione in Super Saiyan.

 

Q: Altra bella scena è stata quella di Freezer che dona parte del suo Ki a Goku.

Takami: Quello, in realtà, non faceva parte della bozza di Akira Toriyama.

Nakamura: Ho pensato di realizzare una forma “a ruoli inversi” della scena di Namecc; questa volta con Freezer in piedi a donare il proprio Ki. Vedo Freezer come un personaggio a suo modo molto selettivo. L’eliminazione di Goku avrebbe causato problemi allo stesso Freezer. Dopotutto, la condizione della sua partecipazione al Torneo del Potere è il desiderio di riportarlo in vita con le Sfere del Drago. Per questo motivo, anche se le motivazioni che spingono Goku e Freezer a combattere siano diverse, i loro interessi si intersecano tra loro. In quest’ottica, veder Freezer agire in questo modo non è innaturale. Seppur lo detesti, è abbastanza intelligente da giudicare la sopravvivenza di Goku una carta maggiormente a suo vantaggio, spingendosi quindi a donargli un po’ del suo Ki affinché possa continuare a usarlo come una “pedina” in campo [/lasciare che sia Goku a fare il lavoro sporco per lui, come non a caso affermò l’imperatore stesso, dicendo di voler che fosse il Saiyan a occuparsi di un pericolo come Jiren, ndt]. Freezer è quel tipo di persona che utilizza qualsiasi mezzo pur di ottenere ciò che vuole.

 

Q: Personalmente, ho decisamente apprezzato anche la “battaglia dell’amore” di N.18 e Ribrianne.

Nakamura: Ah, davvero? Mi fa piacere saperlo! Quella è un’altra delle nostre idee. Francamente, Ribrianne è quel tipo di personaggio che si focalizza maniacalmente sui propri ideali. Vedevo N.18 come un’ottima controparte, come un donna molto realistica e una madre. Volevo tra le due una battaglia che mostrasse la differenza tra gli ideali e la realtà.

 

Q: Le due sono quindi una l’immagine speculare dell’altra. Trovo inoltre bello il modo in cui Crilin si rivolge a N.18 durante la battaglia: è davvero dolce.

Nakamura: Crilin è incredibile. E’ il mezzo perfetto con cui dimostrare quanto sia facile dire “amore” e quanto invece sia complicato e profondo il sentimento in sé.

 

Q: N.18 e Vegeta non sono certo due personaggi che esprimono facilmente i loro pensieri.

Nakamura: E’ evidente che non lo fanno. Però è anche vero che i personaggi di Dragon Ball di norma non fanno libero sfoggio dei loro sentimenti: li (di)mostrano solo quando c’è la giusta spinta. Non lo direbbero ad alta voce, ma quando è il momento, farebbero di tutto pur di proteggere e salvare chi amano. Anche Goku, che normalmente è un tipo molto brusco, dimostra un profondo affetto verso il suo migliore amico, Crilin, e ai suoi figli Gohan e Goten. N.18 ama Crilin, solo che tende a tacere su questo sentimento. Dragon Ball è tendenzialmente un raduno di persone che non sanno gestire le loro emozioni.

 

 

Q: Questo è indiscutibilmente vero. Il vecchio Muten è probabilmente uno degli esempi più lampanti.

Nakamura: Muten è quel tipo che sembra volersi solo divertire, ma in realtà è una persona molto seria. E’ stato lavorare al Torneo del Potere che mi ha dato l’idea: Goku ha superato i suoi limiti perché nel suo cuore ha fatto tesoro della lezione che Muten gli diede ai tempi del Torneo Tenkaichi. “Si può sempre migliorare nella vita”. Goku non combatte per uccidere i suoi avversari, ma per sfidare i suoi stessi limiti e non perdere. E’ un personaggio che vuole scoprire nuovi mondi, incontrare persone forti e venir stimolato da tutto ciò, così che un’inedita e finora sconosciuta forma di sé possa emergere. Per me sono stati gli insegnamenti di allora del vecchio Muten a spianare la strada, oggi, all’Ultra Istinto. Il suo insegnamento è stato alla base dell’intera infanzia di Goku e della sua crescita fino in Dragon Ball Super.

 

Q: Si potrebbe quasi dire che i dieci guerrieri del Settimo Universo sono stati tutti a loro modo rivali che in passato hanno sfidato e / o fatto crescere Goku. Sono tutti riuniti sotto quest’ottica di significato.

 

E, FINALMENTE, ARRIVIAMO AL CLIMAX!

 

Q: Il vero Ultra Istinto ha fatto la sua comparsa alla fine dell’episodio 129 e tutti sono ora ansiosi di scoprire cosa accadrà negli ultimi due episodi…

Nakamura: Sono certo che ormai tutti l’avranno già capito, ma questa è una situazione… una sfida che non si concluderà certo con Goku che semplicemente lancerà una Kamehameha e sconfiggerà Jiren, come accaduto con i nemici del passato (ride)

 

Q: Dopotutto, Jiren non è un “malvagio”.

Nakamuta: No, nient’affatto. Jiren porta un peso sulle spalle e non vive la sua vita basandosi sulla malizia. Alla fine, non importa chi sarà a vincere e chi a perdere… anche se hanno entrambi obiettivi diversi, quando la battaglia volgerà al termine, dentro di loro svilupperanno una nuova consapevolezza. Come nel Bushido.

 

Q: Quindi saranno i loro pugni a parlare.

Nakamura: Voglio che i bambini ricevano una lezione osservando ciò che Jiren impara e sente nel combattere Goku. Credo sia qualcosa che può essere applicato anche nel mondo reale. Molte persone non condividono la nostra stessa sensibilità; in realtà, la maggior parte delle persone hanno un modo di pensare, delle loro idee, delle loro convinzioni… non abbiamo tutti lo stesso pensiero. Questo concetto si tramuta nella serie di Super in una battaglia fisica, ma tutti noi, nella realtà, ci siamo scontrati verbalmente con qualcuno che non condivideva le nostre idee, venendo in qualche modo provati da ciò. Penso che il Survival Universale ideato dal maestro Toriyama si basi tutto su questa “divergenza di opinioni” e io l’ho scritto nell’ottica di questa interpretazione.

Takami: Il signor Nakamura si è occupato del Survival Universale per tutti questi mesi e gli ultimi due episodi racchiudono nello storyboard e nella regia tutto il suo cuore e la sua anima. Non posso dire nient’altro che “non perdeteveli!”.

Nakamura: No, non sono così speciali [è una modestia ai complimenti di Takami, non un commento sulla qualità degli episodi in sé, ndt]… però devo ammetterlo: non mi sono mai impegnato su qualcosa fino ad ora come ho fatto con il Survival Universale. Personalmente, trovo davvero adeguato il finale dell’episodio 131. Il Survival Universale è la storia di Goku, ma in qualche modo lo si può considerare anche la storia di Jiren. Immagino che siano state queste le intenzioni del maestro Toriyama quando ha creato Jiren come il più grande rivale di sempre; qualcuno che non è semplicemente “un malvagio”, un antagonista. Naturalmente, questa è solo la mia interpretazione. Chissà cosa proveranno gli spettatori, alla fine.

Takami: Io spero che gli occhi degli spettatori saranno puntati sulla forza della regia del signor Nakamura e sul finale che il maestro Toriyama ha scritto per questa storia. E’ una mia opinione, ma ho come avuto la sensazione che Akira Toriyama stia cercando di prepararsi a molte, altre nuove storie.

Nakamura: E alla fine dell’episodio finale, vi prego di non cambiare canale e rimanere sintonizzati ancora un pochino: ci sarà qualcosa di speciale ad attendervi!

 

 

NOTE DI TRADUZIONE

*Ultra Istinto Incompleto: 身勝手の極意・兆 – Migatte no Gokui “Chō”.
Come abbiamo già avuto modo di illustrarvi nel nostro articolo dedicato alle prime considerazioni in merito al nome e allo Stato, il nome giapponese dell’Ultra Istinto è Migatte no Gokui (身勝手の極意), che può venir letteralmente tradotto come “Maestria del Corpo Arbitrario”. La cosiddetta forma “incompleta” dello Stato viene indicata con il termine 兆 (Cho). Questo specifico termine lo colleghiamo dal 2015 alla parola Super, ma va da notare che viene trascritto tramite il kanji 兆 e non 超. Così scritto, Chō prende il significato di Miliardi, però utilizzando la lettura giapponese autoctona per lo stesso carattere si ottiene il sostantivo 兆し (Kizashi), che viene tradotto direttamente con Presagio/Segno o comunque essere interpretato come “Ciò che deve avvenire / giungere”.
Traduzioni letterali del nome possono di conseguenza essere adattamenti simili a “Presagio della Maestria del Corpo Arbitrario”. Tuttavia, prendendo in considerazione la definizione ufficiale occidentale “Ultra Istinto”, possiamo giocare sul termine e definirlo “Ultra Istinto Incompleto”. Dopotutto, stesso nell’episodio 129 Beerus tende a definire il vero Ultra Istinto 完全なる身勝手の極意, ovvero “Kanzen-naru Migatte no Gokui”. Il termine Kanzen-naru (完全なる) prende nel contesto traduzioni come “completo” o “perfetto”.

 

 

“Dragon Ball Super” è la prima serie inedita di Dragon Ball in 18 anni. Midquel di Dragon Ball Z, si posiziona tra la sconfitta di Majin Bu e il 28° Torneo Mondiale di Arti Marziali, coprendo il cosiddetto “decennio perduto”, i dieci anni di storia mai descritti dalla serie originale. L’anime viene trasmesso in Giappone su FujiTV al ritmo di un episodio a settimana ogni Domenica mattina ed è al momento all’episodio 128, corrispondente al clou del quinto arco narrativo: il Survival Universale. Questo 25 Marzo l’anime di Super si concluderà al suo 131° episodio.

Il “Survival Universale” è il quinto arco narrativo della serie. L’Arco si basa sul cosiddetto “Torneo del Potere”, un Torneo di Arti Marziali organizzato dai Sommi Zen’oh. La competizione chiama sul campo di combattimento 8 dei 12 Universi di cui è formato il Mondo; per la precisione, gli 8 Universi posizionatosi ai posti più bassi della classifica del Livello di Giudizio degli Zen’oh, un ranking che elenca i 12 Universi del Mondo in termini di qualità generale, dal migliore al peggiore. Questi 8 Universi verranno rappresentati da 10 guerrieri scelti che si sfideranno in una Battle Royale di appena 48 minuti su di un ring appositamente creato. L’evento, però, nasconde un terribile segreto: il Torneo è stato creato per permettere agli Zen’oh di distruggere gli Universi ritenuti qualitativamente peggiori. Solo il vincitore verrà risparmiato da tale follia. Quella che attende i Guerrieri Z non sarà quindi una semplice sfida, ma una lotta per la propria sopravvivenza.

 

Fonte:

DRAGON BALL OFFICIAL SITE

 

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