La definizione di “Canon” all’interno del brand di Dragon Ball

IL “CANON”
IN DRAGON BALL

Un dossier – video sul concetto di “Canon”
all’interno del franchise multimediale di DB

 

Come e cosa possiamo definire “Canon” all’interno del brand di Dragon Ball? Qual è l’esatto significato del termine e come viene definito il concetto nella società giapponese? Abbiamo analizzato le interviste e le citazioni diffuse nel corso di questi lunghi 30 anni per cercare di dare una risposta quanto più obiettiva possibile su uno degli argomenti più caldi e delicati tra i fan del Dragon World, raccontando le nostre opinioni in veste di ospiti del canale di Davide della Via.

Purtroppo, a causa di alcuni problemi tecnici uniti alla mancanza di tempo, abbiamo dovuto optare per una registrazione “a crudo” con qualche piccolo disguido in ascolto. Pertanto, al fine di aiutarvi a seguire con più facilità il discorso, abbiamo deciso di riportare in seguito al video il copione delle nostre risposte in forma scritta. Potete usare l’elenco di seguito per venir re-indirizzati ai paragrafi corrispondenti all’argomento di vostro interesse:

PASSA A:
» Cosa significa Canonico?
» Il Canon in Dragon Ball
» Il concetto di Canon in Giappone
» Concetto di Canon e concetto di Linee Narrative
» Il manga di Dragon Ball Super è un prodotto promozionale?
» La validità del manga di Dragon Ball Super nella narrazione
» Credits

ATTENZIONE: Vi ricordiamo che lo scritto di seguito riproduce le risposte del nostro admin Hex Shiku alle domande poste da Davide. Per rendere il testo più fruibile alla lettura, però, abbiamo modificato leggermente il formato, indicando quali sono state le parti scritte da Shiku e quali sono state invece redatte dal nostro admin-traduttore Anizawa Meito.

 

» COSA SIGNIFICA “CANONICO”?
La definizione tecnica del termine e i suoi utilizzi

HEX SHIKU: La parola Canonico non ha bisogno di presentazioni particolari. E’ uno dei termini più famosi e più utilizzati tra i fan di Dragon Ball, ma al contempo anche uno dei più fraintesi. Nel corso degli anni questa parola ha preso una tale piega nel fandom da venir facilmente usata come sinonimo di “ufficiale”, e quindi come mezzo per indicare senza mezzi termini “tutto ciò che è ufficiale nella storia di Dragon Ball”. Tuttavia, volendo essere pignoli e sfoderando il dizionario, non è proprio questo l’esatto significato. La definizione greca kanonicòs (da cui deriva poi kano’n) la associa in traduzione diretta alla parola “Regola”. In poche parole, Canonico è letteralmente “ciò che è conforme o ciò che segue determinate prescrizioni normative”; o meglio, “ciò che segue delle specifiche regole prestabilite”.

ANIZAWA MEITO: Canon è quindi l’insieme delle norme o delle regole poste a fondamento di un determinato concetto o ambito. In ambito letterario, è l’insieme delle opere che sanciscono il modello letterario di un autore o di un genere.

» IL CANON IN DRAGON BALL
Le citazioni ufficiali riguardo l’argomento

HEX SHIKU: Considerando quanto appena detto sulla definizione da vocabolario, non si può negare che alla larga si può giocare col termine per indicare qualcosa di “ufficiale secondo delle regole prestabilite” (e non a caso “Canon” è un termine che proprio per questo ritroviamo in moltissimi altri franchise e fandom), ma abbiamo delle effettive regole prestabilite per definire il Canon all’interno della storia di Dragon Ball?

ANIZAWA MEITO: Guardando ai volumi guida e alle dichiarazioni dello staff di produzione, e in particolar modo alle interviste del maestro Toriyama, esistono pochissime affermazioni dirette riguardo alla continuity in Dragon Ball. Quelle che abbiamo si limitano a brevi citazioni estrapolate da interviste più grandi in cui la parola Canone o il suo equivalente giapponese non vengono MAI utilizzati e la continuty di per sé non è il tema né della domanda né della risposta. E’, appunto, solo una piccola citazione. Prendendo in esempio proprio affermazioni dirette del maestro Toriyama, questi esempi si limitano principalmente:

. AI FILM CLASSICI
Che nel Volume 6 della guida Daizenshuu definì: “storie in una dimensione diversa dalla trama principale del fumetto”, ovvero delle storie poste in una linea temporale / narrativa what-if o alternativa da quella del manga o dell’anime.
Fonte: Kanzenshuu, intervista completa Daizenshuu 6

. ALLA SERIE ANIMATA DRAGON BALL GT
Che nell’opuscoletto della raccolta home video Dragon Book definì letteralmente una “side-story”.
Fonte: Kanzenshuu, traduzione dell’opuscolo del Dragon Book

. AL FILM CINEMATOGRAFICO “DRAGON BALL Z LA RESURREZIONE DI F”
Che, parlando del suo coinvolgimento nella stesura della trama, commentò dicendo: “Ho pensato alla nuova storia così come se fosse un proseguimento del manga quando era in corso di serializzazione”.
Fonte: Kanzenshuu, commento di Akira Toriyama da V-Jump

. AL PROGETTO GENERALE DI DRAGON BALL SUPER
Che descrisse come una “completa prosecuzione dell’arco narrativo di Majin Bu”.
Fonte: Team Saiyajin, commento di Akira Toriyama in italiano

ANIZAWA MEITO: Sarebbe meglio specificare, a questo punto, che il non voler definire una linea canonica precisa o l’evitare volutamente di argomentare questo concetto è una scelta obbligata e ponderata da parte dei produttori (che siano essi editoriali, audiovisivi, merchandising o quant’altro). E’ una cosa che rientra nei loro interessi. Pensateci bene: etichettando un prodotto o una storia come non canonica, direbbero indirettamente ai loro consumatori che possono tranquillamente ignorarli, rischiando in questo modo di perdere un’importante fetta d’utenza. E considerando la macchina economica da letterali miliardi di yen (come ha ri-confermano l’Anno Fiscale 2018 della Bandai Namco e Toei Animation), sarebbe per loro un suicidio finanziario.
Fonte: Team Saiyajin, Anno Fiscale 2018 Bandai Namco
Fonte: Team Saiyajin, Anno Fiscale 2018 Toei Animation

Risultati Anno Fiscale 2018 per Bandai Namco (fila 1) e Toei Animation (fila 2)

» IL CONCETTO DI CANON IN GIAPPONE
Come viene visto il Canon di un brand in oriente

ANIZAWA MEITO: Per questo punto va fatta una premessa bella corposa. Nell’industria culturale giapponese (e ormai anche in quella occidentale) è pratica ormai comune utilizzare un approccio multimediale nella creazione di un franchise: questa modalità prevede di inserire personaggi, ambientazioni e visione del mondo di una data opera in media differenti, in ciò che viene definita una narrazione trans-mediale. Infatti, ogni medium viene sfruttato per le sue caratteristiche e per il tipo di pubblico che può raggiungere. In particolare in Giappone questo modello di business (denominato Media Mix) è dominante: non esiste franchise che non goda di prodotti interconnessi tra loro come manga, anime (serie, film ecc.), videogiochi, romanzi, dvd e beni di consumo. Ogni prodotto rappresenta un caso, un aspetto e una possibilità di combinazione tra personaggi / ambientazioni / visione del mondo di quella data opera. La differenza tra i media ha poca importanza, finché l’originale e i prodotti derivati condividono queste tre componenti fondamentali, non necessariamente sussiste una relazione verticale in termini di valore; tutti i prodotti non hanno una vera e propria “originalità” poiché mostrano un aspetto, una possibilità di quel mondo.

HEX SHIKU: Detta in parole povere, si gioca con i vari franchise, modellandoli sotto vari aspetti e creando infinite combinazioni. Nel caso di Dragon Ball questo è più che evidente: i partner licenziatari hanno avuto e hanno tutt’oggi grande libertà di espressione e ciò si vede dalla moltitudine di prodotti realizzati nel corso degli ultimi 30 anni. Indipendentemente dal coinvolgimento più o meno marcato che il maestro abbia nelle singole produzioni, il franchise va avanti con ben poche limitazioni. Per questo motivo Dragon Ball può essere a suo modo definito una storia a 360°, poiché non c’è la paura di sperimentare spaziando nelle possibilità date dai tre schemi del modello operante prima citato. Prendiamo in esempio il videogame e l’anime di Super Dragon Ball Heroes. Credo non esista dimostrazione più recente e più famosa in Giappone di come possano venir creati vari mondi ispirati ai protagonisti originali, ma che per un motivo o un altro si allontanano anche fortemente dallo spirito del manga originale.

Banner promozionali del videogame arcade Super Dragon Ball Heroes

ANIZAWA MEITO: Comunque, ciò non significa che in questo ambiente intermediale non esista un “nucleo” principale che viene preso come punto di riferimento. Questo è il “gensaku” (原作), ovvero l’opera originale prodotta dall’autore e che per tale motivo possiamo dire equivale al Canon in Giappone. Il Gensaku è quindi il punto d’origine da cui nasce un brand e da cui poi vengono generati gli altri media. Nel nostro caso, il manga originale è il Gensaku di Dragon Ball. I media generati dal Gensaku vengono definiti “nijisousaku” (二次創作), ovvero tutte le tipologie di opere derivate, anche se prodotte da licenziatari ufficiali. I Nijisousaku considerano tutto: dai media direttamente collegati al nucleo originale (come una serie animata o un film) ai media ispirati, ma per certi versi discostati (come un gioco con trama inedita).

Passando ora al clou del paragrafo, il rapporto che i giapponesi hanno con la canonicità si rifà principalmente al primo significato della definizione, ovvero l’attinenza di un derivato all’opera originale e alle indicazioni dell’autore stesso e questo nel rispetto dei personaggi, delle ambientazioni e della visione del mondo che contraddistingue l’opera. C’è però da specificare che in Giappone non c’è la percezione per cui i fan ricerchino un riconoscimento ufficiale di una o più opere derivate da parte dell’autore. In Giappone, quindi, si potrebbe dire che non esiste una spasmodica ricerca della canonicità all’interno di un’opera derivata. Al massimo, il fatto che l’autore sia incluso attivamente o abbia fornito dei contributi in un’opera derivata ne accresce la valenza in termini di fedeltà (e di potenziale di vendita). Per il resto, anche in oriente la canonicità rimane un argomento soggettivo: così come ci sono fan per cui il concetto di Canon non ha una particolare importanza, ci sono fan conservatori convinti che le opere derivate debbano seguire pedissequamente l’originale, e altri che amano vedere i loro personaggi preferiti in nuovi contesti a patto che non vengano troppo snaturati.

» CANON E LINEE NARRATIVE
Una personale visione tra Gensaku e Nijisousaku

HEX SHIKU: Premetto che quanto sto per dire è un mio pensiero personale, una mia visione del franchise di Dragon Ball e non obbligo nessuno a condividere la mia idea o a seguirla. Vi pongo solo una visione mia, basata sui miei gusti e sulle mie idee, che spero possiate comunque trovare uno spunto interessante.

Volendoci basare sul modello giapponese prima descritto, il Canon all’interno del franchise di Dragon Ball è un concetto soggettivo in cui il coinvolgimento di Akira Toriyama in un’opera derivata rispetto ad un’altra può definire una maggiore o una minore validità rispetto il manga originale. Seguendo il Gensaku, infatti, in Dragon Ball esiste un unico Canone: il manga. E’ la storia del manga originale, i primi 519 capitoli serializzati su Weekly Shonen Jump a costituire il media d’origine del brand. E’ dal manga disegnato in prima persona dal maestro che sono nati tutti i derivati realizzati nel corso di questi 30 anni. A partire dalle serie animate di Dragon Ball e Dragon Ball Z che, sebbene siano un adattamento del manga, ne sono comunque un’opera derivata. L’anime di DB non sarebbe nato senza il manga a fargli da base. Per questo motivo non credo esista un Canon che vada oltre il manga originale di Dragon Ball e che tutte le opere derivate prendano il ruolo di semplici linee narrative in cui è poi il grado di coinvolgimento del maestro Akira Toriyama a dare loro più o meno valenza all’interno del franchise generale.

Tavole originali del manga di Dragon Ball, dal maestro Akira Toriyama

Nel corso degli anni, visitando forum e canali di discussione, ho avuto modo di dialogare con numerosi fan sia italiani che esteri (americani, francesi, portoghesi, giapponesi…) e chiedendo loro cosa pensassero del termine Canonico, ho avuto modo di capire che ha un significato diverso da persona a persona. Per alcuni è tutto ciò che è stato creato da Akira Toriyama in persona o in cui ha comunque avuto un profondo coinvolgimento; per altri è tutto ciò che comprende il manga e l’anime basati sulla serializzazione di Weekly Shonen Jump (le serie classiche, per intenderci); per altri ancora comprende Dragon Ball GT; per altri invece preferisce tener in considerazione Dragon Ball Super; per altri ancora ci sono collegamenti ai film e agli spin-off. E tra questi, esiste anche una parte che definisce canonico tutto ciò che ha il marchio DB, poiché pur sempre prodotti “ufficiali”, per quanto diversi e non propriamente ricollegabili tra loro.

Non esiste un unico concetto di canon nel Dragon World, bensì un collettivo di visioni diverse tra loro, basate sulle proprie, personali preferenze. Le proprie personali “regole”. A questo punto, quanto ancora ha validità un termine come “Canonico” in un fandom dove non esiste un unico concetto definito di questa “validità”?

Relegando il titolo di Canon al solo manga originale, credo sia più facile relazionarsi al Dragon World e discutere dei suoi derivati. Personalmente, apprezzo tantissimo la definizione “Linee narrative”, perché con queste due parole possiamo indicare sia un derivato dal manga originale che un’opera a sé, che può o collegarsi con altri derivati o camminare autonomamente. Usando il concetto di Linee Narrative, di Linee Narrative Alternative o perfino di Linee Temporali Alternative possiamo facilmente discutere di Dragon Ball nella sua interezza senza limitazioni. Possiamo pensare dell’anime come un prodotto che approfondisce la storia del manga con delle aggiunte; di Dragon Ball Kai come una linea narrativa parallela all’anime classico, ma che segue con maggiore fedeltà il manga; di Dragon Ball GT come una side-story che segue le vicende dell’anime; dei film come linee alternative che ad un certo punto si discostano da quella principale; dei videogiochi come adattamenti ispirati… Liberandosi dalle limitazioni imposte dalla rigidità del concetto di Canonicità, possiamo guardare al DB World nella sua totalità, godendo appieno dei suoi derivati. Certo, rimane sempre a discrezione di ogni fan seguire le proprie preferenze e nulla potrà cambiare ciò. Saranno sempre i gusti personali a spingere un fan a giocare un gioco, seguire una serie animata, vedere un film, leggere un nuovo manga… E sapete come possono farlo? Come possono godere del loro Dragon Ball preferito? Ignorando la canonicità. Senza venir limitati dal preconcetto di canonicità, ciascuno può spaziare nel franchise e ampliare le loro personali preferenze verso la linea narrativa che rispetta i loro gusti.

» “SUPER” MANGA: SOLO PROMOZIONALE?
Un’analisi sulla natura del manga di Dragon Ball Super

HEX SHIKU: Diciamo che il manga di Super ha subito una specie di “evoluzione” nel corso della serializzazione. Il progetto è palesemente nato per uno scopo puramente promozionale della serie animata, MA ha poi subito una trasformazione da adattamento a vero e proprio secondo filone narrativo. Anche senza volerci mettere ad analizzare il contesto degli annunci della serializzazione, risulta evidente. Il manga diede inizio alla pubblicazione il 20 Giugno 2015, quindi in anticipo rispetto il debutto dell’anime; a mo’ di antipasto. E guardiamo al contenuto dei primi capitoli di debutto: alla lettura risultano una spinta pubblicitaria che mette curiosità al lettore per i dettagli di contorno, ma poi riassume i fatti principali, perché già noti dal film cinematografico e poi da lì a pochissimo approfonditi dalla serie animata. La storia, all’inizio, era inoltre ben più fedele tra i due filoni: tralasciando piccoli elementi tagliati, saltati o modificati per questione di “fretta narrative”, generalmente quanto visto nel manga è stato poi abbondantemente ampliato dall’anime. Non c’erano, quindi, le totali divergenze che abbiamo visto, per esempio, tra l’Arco del Trunks del Futuro o ora con il Survival Universale. C’era uno sviluppo degli eventi relativamente fedele.

Quando poi l’anime ha superato il manga, il manga ha cercato di recuperare terreno saltando totalmente l’arco de La Resurrezione di F, preferendo offrire un’anteprima esclusiva dell’Arco di Champa – che avrebbe impiegato del tempo ad arrivare in tv. Questa è un’opinione molto, molto personale (quindi prendetela come tale), ma credo che il salto de La Resurrezione di F sia la definitiva dimostrazione di come il manga all’inizio fosse pensato come un mezzo promozionale. A che pro, altrimenti, riassumere La Battaglia degli Dei e saltare totalmente La Resurrezione di F (dedicandogli appena una citazione), pubblicando al contempo capitoli così piccoli da raggiungere appena le 20 pagine, spesso esenti di dettagli e con una narrazione così frettolosa? Per dare subito inizio alla parte inedita della storia e attirare l’attenzione dei lettori. Si intuisce che il manga non è nato proprio per ricapitolare “fatti già noti” come ha fatto l’anime (che dal canto suo aveva il preciso scopo di presentare il Ki Divino), ma per offrire un’anteprima esclusiva della storia inedita, così che poi il lettore si sentisse spinto ad approfondire i vari dettagli e a rispondere alle domande lasciate in sospeso nella serie animata.

Tavole del manga di Dragon Ball Super, dal maestro Toyotaro. Arco del Trunks del Futuro & Arco del Survival Universale.

Non abbiamo avuto precise indicazioni in merito, quindi non so dire con sicurezza se il cambiamento di stile narrativo del manga sia stata una cosa voluta fin dall’inizio o se sono state poi le vendite in crescendo di V-Jump ad aver cambiato in qualche modo le carte in tavola, dimostrando le potenzialità del manga, ma è proprio da Champa che cominciamo a vedere la trasformazione. E’ infatti dalla seconda metà di quest’Arco che il manga comincia a prendere una propria indipendenza dall’anime. Le pagine hanno cominciato ad aumentare e la trama ha iniziato a osare molto di più nel cambiare alcuni elementi di narrazione (prendiamo in esempio lo scontro con Hit e la differente gestione della forza e delle debolezze del Super Saiyan Blu). Si inizia a dare una doppia visuale degli eventi, così da spingere il lettore a seguire sia uno che l’altro filone narrativo. La storia comincia e finisce in un determinato modo sia per anime che per manga, così come voluto dalle linee guida di Akira Toriyama, ma il modo in cui tutti gli eventi centrali vengono vissuti cambia anche profondamente tra uno e l’altro. Una “divisione” che diventa totale dall’Arco del Trunks del Futuro. Abbiamo una vera e propria doppia linea narrativa, con diverse interazioni tra i personaggi e diverse trasformazioni / poteri (vedasi Trunks).

Il manga ha cominciato quindi ad avere una voce maggiore e anche la produzione in volumi ha acquisito un maggiore spessore. Guardiamo a tutti i vari extra allegati: c’è un’attenzione differente rispetto all’inizio. Ed è qui che da adattamento promozionale PER ME il manga diventa una vera seconda linea narrativa. Basti vedere la sua situazione attuale: da capitoli di 20 pagine è passato a capitoli che fra poco sfiorano le 50. Da tre archi narrativi in un volume siamo passati a un arco narrativo in tre volumi. E ora il Survival Universale sta facendo da tramite narrativo fino al nuovo film cinematografico (Dragon Ball Super Broly – 14 Dicembre 2018 in Giappone). Magari il manga non avrà perso del tutto la sua natura promozionale e questa divergenza narrativa è una cosa voluta al fine di agevolare entrambi i media, ma di certo dall’Arco di Champa ha ottenuto un ruolo molto più importante nel brand di Super.

» “SUPER” MANGA: VALIDITA’ NARRATIVA?
Quanto è valido il manga di Super nella linea narrativa? 

HEX SHIKU: Inizierei ribadendo che Akira Toriyama ha un peso importante nella produzione sia di anime che di manga. Non supervisiona tutto dalla A alla Z, non ha scritto la sceneggiatura completa per entrambi e non è certo lì come un falco a osservare, ma sappiamo dalle innumerevoli interviste pubblicate sia personalmente che tramite terzi che ha fornito a Toei Animation e Shueisha una trama base: ha indicato come inizia la storia, come finisce e gli elementi più importanti su come si sviluppa, lasciando poi una certa liberà direzionale alle due sezioni sulla regia.

Mettendo da parte i film cinematografici, per cui ormai è ben noto il suo livello di coinvolgimento, ha scritto lui Champa, ha scritto lui l’Arco di Trunks e ha scritto lui la formazione del Torneo del Potere. Oltre questo ha fornito character design e precise indicazioni sui punti più importanti degli eventi. Il maestro Toriyama è stato il pilastro creativo dell’intero progetto di Super, sebbene abbia poi lasciato autonomia di sviluppo degli eventi sia a Toyotaro che allo staff produttivo della Toei.

Q: Che tipo di scambi ha con il maestro Toriyama?

Toyotaro: Creo gli storyboard sulla base del progetto originale del maestro Toriyama e glieli faccio controllare tramite i redattori. E’ un onore poter dar forma alle idee del maestro, che ogni tanto mi manda delle vignette disegnate da lui… [si riferisce alle pagine corrette, ndr]

(Dragon Ball Super, Volume 3 – Star Comics)

Q: A proposito di manga, vorrei che ci parlaste un po’ del processo di creazione della vostra opera. Maestro Toriyama, lei controlla ogni singolo storyboard, giusto?

Toriyama: Sì, esatto.

Toyotaro: Dopo il primo episodio, pur basandomi sul plot del maestro Toriyama, mi è concesso di disegnare mettendoci del mio.

Toriyama: Già, è la cosa migliore!

(Dragon Ball Super, Intervista doppia Toriyama x Toyotaro – Star Comics)

Dopo tutto questo, ho scritto una nuova incredibile avventura che porterà [Goku & co.] a lasciare il loro stesso Universo: combatteranno contro il loro “vicino”, il Sesto Universo! Mi sa che se mi azzardo a rivelarvi qualcos’altro mi faranno una sfuriata, perciò terrò il resto segreto. Vi dico solo che c’entra la ricerca di certe Super Sfere del Drago “giganti”! Penso che la storia avrà uno sviluppo chiaro e semplice, ma che non mancherà di farvi divertire ed emozionare parecchio! Con il debutto di un nuovo Universo, faranno la loro comparsa molti nuovi personaggi. Farò del mio meglio per disegnare tutti i character design e non vedo l’ora di farlo.

(Messaggio di Akira Toriyama sull’Arco di Champa)

Dopo gli Archi de La Battaglia degli Dei e La Resurrezione di F, entrambi basati su una pellicola cinematografica, l’ Arco del Dio della Distruzione Champa sarà l’inizio di una saga totalmente inedita. Sia la storia che i personaggi sono nati dalla penna del maestro Akira Toriyama, che ha dato vita ad un Dragon Ball mai visto finora. Con il compito di essere fedele allo scenario che il maestro ci ha proposto e con l’intenzione di creare un’anime che chiunque possa apprezzare, farò del mio meglio per realizzare questa serie assieme al direttore Kimitoshi Chioka. Grazie mille a tutti.

(Messaggio dello sceneggiatore King Ryū sull’Arco di Champa)

Prossimamente il Trunks del futuro farà la sua comparsa in Dragon Ball Super e sarà protagonista di una storia che ho creato in base a un suggerimento proposto dalla redazione! Come in passato, ho tracciato le linee generali dell’intera trama, lasciando poi agli sceneggiatori il compito di dividerla in episodi, espandendo la storia, apportando qualche piccola modifica o aggiungendo dei dettagli lì dove necessario.

(Messaggio di Akira Toriyama sull’arco del Trunks del Futuro)

Takami: Prima di tutto, dobbiamo premettere che Dragon Ball Super è un progetto totalmente a ideazione di Akira Toriyama. Per questo non va considerato come una delle “storie originali” create da noi della Toei Animation ai tempi di Dragon Ball Z [i cosiddetti Filler, ndt.]. Nostro unico compito è stato adattare al meglio le bozze e le idee del maestro nella serie animata. [Come con i precedenti archi narrativi], anche per il Survival Universale abbiamo ricevuto le linee guida dal maestro Toriyama, ma in particolare è da citare la nota di presentazione: “Ci sono 80 persone che combattono insieme ed è tutto un caos” (ride).

Nakamura: Il maestro ci ha fornito un documento nel quale sono riportati tutti i dettagli sugli sviluppi in merito al Settimo Universo, dall’inizio alla fine del Torneo. Per esempio, ci ha detto contro chi avrebbe dovuto combattere Piccolo e come sarebbe caduto fuori dal ring; e chi sarà a vincere alla fine. In particolare, ha fornito le indicazioni sulla battaglia tra il Settimo Universo e l’Undicesimo Universo. Beh…. alla fin fine, direi che ci ha descritto tutti gli eventi principali.

Nakamura: Da Goku a Freezer: tutto è stato deciso dal maestro Toriyama. La sorpresa della sostituzione finale di Majin Bu con Freezer? Una sua idea. Ha realizzato tutta la storia principale; noi abbiamo giusto aggiunto dei dettagli qua e là per renderla più “corposa”.

(Intervista a Ryota Nakamura e Satoru Takami sul Survival Universale)

Con l’anime ha avuto modo di indirizzare gli sceneggiatori e i registi verso una corretta riproduzione dei personaggi sullo schermo (l’esempio più lampante è il personaggio di Jiren, che ha totalmente riscritto dall’idea iniziale della Toei) e con il manga ha avuto modo di controllare gli storyboard di Toyotaro e correggere alcune battute o migliorare vari design sottotono di Toyotaro.

Di conseguenza, non possiamo dire che anime o manga hanno uno maggiore valenza sull’altro perché Toriyama ha messo mano più a uno che ad un altro. In entrambi c’è stata e c’è tutt’ora la sua, personale supervisione. Non una supervisione totale – lo ribadiamo di nuovo – ma una presenza importante in entrambi.

Collezioni e appunti del maestro Toriyama nel manga di Dragon Ball Super. Bonus dal Volume 5.

Takami: Tra le prime bozze del maestro Toriyama non c’erano dettagli in merito alla personalità di Jiren. Al che, avendo già avuto tra i principali nemici personaggi nichilisti e bei tenebrosi come Hit o Zamasu, abbiamo pensato fosse una buona idea rendere Jiren un tipo alquanto loquace, costruendolo come una sorta di vigilante; un eroe della giustizia. Sarebbe stato il leader, il fulcro di questa squadra di eroi.

Nakamura: Quando abbiamo proposto la nostra idea, il maestro Toriyama ha commentato dicendo: “Jiren è un tipo taciturno”, e a quel punto ci ha fornito la storia del suo passato, di come i suoi genitori e il suo stesso maestro di arti marziali siano stati uccisi. Ci ha specificato il tipo di personaggio che voleva fosse Jiren; un nemico totalmente in contrasto a Hit o Zamasu.

[…]

Nakamura: La stessa Caulifla, la Saiyan del Sesto Universo, è un design originale del maestro.

[…]

Takami: Sono stato entusiasta di tutti i feedback positivi che i fan hanno pubblicato in rete. Naturalmente, la trama è stata volutamente gestita per lo spettacolo visivo e per dare la giusta introduzione del potenziamento [di Goku]. E’ stato il maestro Toriyama in persona a realizzarne il design, a descriverne le origini [a spiegare cosa fosse, ndt.] e a coniare il nome “Ultra Istinto”. E’ dalle sue indicazioni che abbiamo deciso di rendere lo scontro di Goku contro Jiren l’evento principale dell’episodio, utilizzandolo come trampolino di presentazione dell’ “Ultra Istinto Incompleto”.

Nakamura: Quando abbiamo deciso i dettagli e li abbiamo consegnati alla revisione del maestro Toriyama, ha definito l’Ultra Istinto come un potenziamento per Goku. Voleva che fosse un potere totalmente differente dal Super Saiyan.

(Intervista a Ryota Nakamura e Satoru Takami sul Survival Universale)

Sia anime che manga hanno quindi una loro valenza nella visione generale di Super. Sono entrambi fondamentali per conoscere tutte le sfaccettature della trama. Anche se lo sviluppo della storia può essere profondamente differente e in alcune discussioni più tecniche possa dare solo problemi anziché aiutare a trovare una risposta coesa, i due risultano indissolubilmente collegati tra loro: il manga ha approfondito elementi non trattati dall’anime e l’anime ha approfondito elementi solo accennati dal manga. Hanno coperto le lacune e le limitazioni uno dell’altro, creando un unico prodotto tramite il quale possiamo vivere la storia di Super davvero a 360°. Volendo fare un paio di esempi: vedendo solo l’anime non sapremmo che Goku ha cercato di ricreare l’Hakai di Beerus, che Gowasu ha messo a rischio la sua vita per riportare Black sulla retta via o che il ruolo di Discepolo di Kaiohshin ha dato a Trunks poteri curativi, mentre leggendo solo il manga non avremmo ammirato lo scatenarsi del Kaio-Ken con il Super Saiyan Blu, non avremmo conosciuto i retroscena dei vari Universi partecipanti al Torneo del Potere e non avremmo assistito alle numerose interazioni tra i personaggi pre-Torneo che ci hanno permesso di comprendere meglio personaggi come N.17 o approfondire alcune dinamiche familiari e non.

Per questo motivo – almeno personalmente, sia chiaro, è una mia opinione – penso che anime e manga vadano tenuti entrambi in considerazione. O meglio, entrambi hanno la loro validità narrativa per la storia di Super. Certo, magari nei discorsi “tecnici” due media così contrapposi creerebbero solo confusione e non permetterebbero mai di trovare un’unica risposta, ma ignorando l’altro non potremmo seguire la storia al 100%. Solo ad un 50%. Naturalmente, ricollegandoci al discorso della canonicità e delle line narrative, rimarrà sempre a discrezione del fan preferire una versione all’altra, ma in risposta a questa precisa domanda: entrambi hanno la supervisione e il diretto coinvolgimento del maestro, quindi hanno un eguale validità narrativa.

L’importante, sempre secondo me, è non dimenticare che manga e anime hanno spunti di approfondimento per completarsi. Magari nella mia linea narrativa posso preferire seguire l’anime, ma non posso dimenticare che nel franchise di Dragon Ball c’è una versione in cui Trunks ha avuto dei poteri curativi; cosa che spiega e permette di approfondire ulteriormente il ruolo di un Discepolo di Kaiohshin. E’ un pensiero che tendo a spaziare in tutto il franchise: ho una linea narrativa che preferisco seguire, ma non dimentico tutti i dettagli che mi vengono offerti dagli altri media. In questo modo, posso conoscere davvero il brand in ogni sua sfaccettatura.

» CREDITS:
DAVIDE DELLA VIA
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Disegnatore, scrittore, revisore, traduttore e blogghista. Sul proprio canale youtube Davide offre Focus On e dossier video dove analizza gli elementi più curiosi e discussi su Dragon Ball, passando da approfondimenti sulla lingua giapponese a curiosità riguardo la trama e i suoi personaggi

Il Dossier “La definizione di Canon all’interno del brand di Dragon Ball” è un semplice articolo d’approfondimento senza altro fine che quello di poter essere d’aiuto alla community italiana. Il dossier è stato scritto da Hex Shiku e Anizawa Meito sulle basi della propria conoscenza della lingua giapponese a livello di studio accademico e tramite l’utilizzo di fonti ufficiali prodotte dalla Shueisha e Toei Animation o interviste del maestro Akira Toriyama. Oltre quanto citato all’interno dei singoli paragrafi, la Guida si basa sulle informazioni riportate da:

Treccani

Cultura Convergente

Anime’s Media Mix

Futaba Channel

L’edizione del Dossier offerta in questa pagina è stata adeguata alle tempistiche di un video, pertanto abbiamo solo accennato alcuni elementi e obbligatoriamente ignorato altri. L’argomento della Canonicità avrebbe infatti bisogno di una copertura maggiore, che speriamo di potervi offrire in una “versione 2.0” che andrà a trattare al dettaglio i vari paragrafi della discussione. Prendete, quindi, tale pagina come un’anteprima del Dossier vero e proprio, per il quale ci metteremo subito al lavoro!

 

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