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Dragon Ball Super – Broly: recensione italiana (senza spoiler) del film

Il film cinematografico “Dragon Ball Super – Broly” ha molteplici significati. Si tratta del 20° lungometraggio animato dedicato al brand di Dragon Ball. E’ il primo legato alla storyline di Super, quello che registra il maggior coinvolgimento del maestro Akira Toriyama in fase di produzione, quello che ha rinnovato dalle fondamenta gli schemi visivi di Dragon Ball con un nuovo character design e che ha battuto molti record. 102,986 milioni di dollari secondo il Box Office Mojo: 90,751 milioni d’euro – 11,323 miliardi di yen: il film di Dragon Ball più proficuo e con il miglior debutto di sempre per buona parte dei Paesi dove è stato attualmente distribuito. Il terzo film animato al botteghino in Nord America, che attualmente detiene il record di Paese occidentale dal maggiore incasso con 30.657.123 $ che tallonano con forza i 34.644.279 $ (3,8 miliardi di ¥) ottenuti in Giappone.

Alte sono le aspettative che Toei Animation ripone in Italia, così come molti sono gli italiani che fremono nell’attesa di scoprire se le loro aspettative verranno soddisfatte. Ed ecco perché noi siamo qui, oggi, con questa recensione. Ci uniamo a tutti i siti internazionali e italiani che finora hanno espresso la loro opinione con l’obiettivo di rispondere a nostra volta alle domande dei fan e per confermare quello che ormai è il parere generale: Dragon Ball Super – Broly è a livello tecnico e artistico il miglior film di Dragon Ball che sia mai stato realizzato.

MESSAGGIO DI AKIRA TORIYAMA SUL FILM

Il film di Dragon Ball Super seguirà la storia della serie attualmente in onda in TV. Si svilupperà come un episodio successivo al climax degli entusiasmanti eventi del Torneo del Potere, che ha messo in gioco l’esistenza degli Universi, e si soffermerà su alcuni aspetti inesplorati che ci permetteranno di conoscere un po’ di più su Freezer e i Saiyan; un argomento che non ho mai adeguatamente approfondito. Penso sarà una storia interessante [da scoprire e seguire] che ci porterà verso un potente nemico che ho tenuto da parte proprio per questa occasione!

MESSAGGIO COMPLETO

 

DAL PASSATO AL PRESENTE

La storia di Dragon Ball Super – Broly è un viaggio che narra le vicende della gloriosa razza guerriera dei Saiyan: infatti, la prima parte del film è un tuffo nel Passato dedicato a ripercorrere e ampliare la storia di tre esponenti Saiyan sotto la tirannia di un Galattico Imperatore e la sua Armata. Tre padri le cui azioni finiranno per intrecciare i destini dei rispettivi figli. Si tratta del Re Vegeta, il colonnello Paragas e il soldato Bardack.

Il sipario si apre sul momento in cui questa orgogliosa razza guerriera è costretta a chinare il capo dinanzi al figlio di Re Cold, Freezer, in un passaggio del testimone che vedrà il nuovo Tiranno non esitare a dare dimostrazione della sua spietata crudeltà verso i sottoposti. Come se non bastasse, la sete di potere del Re Vegeta verrà minacciata dalla presenza di Broly, il figlio di Paragas che nonostante sia di rango inferiore possiede una forza anomala tale da essere superiore persino a quella prodigiosa del Principe.

Per proteggere il proprio figlio ed erede al trono, Re Vegeta manderà in esilio il piccolo Broly su un planetoide ostile ai confini dell’Universo, facendo così giurare vendetta al padre Paragas che lo seguirà per salvarlo da morte certa. Cinque anni più tardi, il timore per la comparsa del Super Saiyan e del Super Saiyan God spingeranno invece Freezer a ordinare il richiamo di tutti i Saiyan sul pianeta Vegeta. Tuttavia Bardack, nutrendo non pochi sospetti a riguardo, cercherà di mettere in salvo suo figlio Kakaroth (Son Goku) prima che il Tiranno possa eliminarli tutti definitivamente.

Quest’ultima parte, in particolare, è una fedele trasposizione animata del capitolo speciale Dragon Ball Minus scritto dal maestro Akira Toriyama nel 2014 e pubblicato come bonus del Volume dedicato alla mini-serie Jaco il Pattugliatore Galattico (lo stesso ironico e presuntuoso pattugliatore che abbiamo ritrovato nella serie di Dragon Ball Super), in cui facciamo la conoscenza della madre di Goku, Gine, e vediamo dei giovanissimi Raditz e Vegeta.

Il Volume di Ginga Patrol Jako è edito in Italia dalla casa editrice Star Comics

Narrativamente parlando, questa prima parte del film sembra avere qualche difficoltà nel delineare la sua linea evolutiva, faticando nel riproporre su schermo quel parallelismo tra i tre bambini che i trailer e il materiale promozionale ci avevano promesso. Piuttosto, sembra che il ritmo sia molto veloce (forse perché magari sono eventi già conosciuti?) e si ha l’impressione che manchi qualcosa. Dopotutto, la sceneggiatura iniziale scritta dal maestro Toriyama per questo film era lunga circa tre ore, quindi può darsi che siano stati fatti dei tagli per rientrare nel limite imposto dei 90 minuti e che in un futuro non troppo lontano potremo vedere un’edizione estesa della pellicola, come già avvenuto per le due installazioni precedenti (“DBZ: La Battaglia degli Dei” e “DBZ: La Resurrezione di ‘F'”).

Fatta eccezione per le scene d’azione, abbiamo adattato la sceneggiatura lasciandola così com’era stata scritta su carta. Purtroppo, sebbene volessimo rimanere fedeli il più possibile, il minutaggio di proiezione concessoci è piuttosto breve. Quando abbiamo realizzato gli storyboard basati sulla sceneggiatura intera del maestro, il film – che è previsto essere di soli 90 minuti circa – è risultato essere lungo quasi il doppio. Abbastanza per due film! (ride). Cercando di condensare con forza tutti quei dettagli in così poco minutaggio, avremmo finito per creare un lungo videoclip anziché un film e questo sarebbe stato noioso. Così ho consultato i produttori e chiunque fosse coinvolto per fare una cernita delle scene “in eccesso” e poter rientrare nella lunghezza prevista. Siamo stati però irremovibili sull’obiettivo di offrire agli spettatori il più possibile della sceneggiatura del maestro Toriyama, quindi siamo riusciti a farci concedere un po’ di minutaggio in più [100 minuti in totale, ndt]

Tatsuya Nagamine, INTERVISTA COMPLETA

Ciononostante, sono i piccoli dettagli a dar pregio a questa prima mezz’ora di film. Dopo ben 30 anni di attesa possiamo finalmente vivere di persona quel passato dei Saiyan che ci era stato solo raccontato a voce, camminare al fianco di Bardack sul Pianeta Vegeta, rimanere a bocca aperta davanti alla maestosità del palazzo reale e scoprire personaggi come Gine e Re Vegeta, finora unicamente modellati dall’immaginazione dei fan. Nonostante il tempo limitato concessoci, possiamo finalmente vedere e conoscere questa indomita razza guerriera sotto una veste più personale.

La seconda parte del film è ambientata nel Presente, in un momento non precisato in seguito allo svolgimento del Torneo del Potere (la cui trasmissione in Prima Visione assoluta debutterà il 23 Febbraio in Italia!), e si focalizzerà sull’incontro (o per meglio dire, scontro) tra Son Goku, Vegeta e Broly. Freezer, dopo essere tornato in vita, sarà di nuovo impegnato nella ricerca delle Sfere del Drago e costringerà i nostri eroi ad affrettarsi per non farsele sottrarre. Nel frattempo faremo la conoscenza di una nuova coppia di soldati atipici dell’Armata Galattica: Lemo, un vecchio veterano dell’Esercito, e Cheelai, una giovane e vivace ragazza che si è unita all’Armata per fuggire dai suoi inseguitori.

Saranno loro due a trovare Broly e Paragas su Vampa e a portarli al cospetto dell’Imperatore. Conscio dell’enorme potenziale latente del giovane Saiyan, Freezer non si farà certo scappare l’occasione di vederlo in azione contro Son Goku e Vegeta, dando modo a suo padre Paragas di ottenere la tanto agognata vendetta. Il film entra nel vivo con l’inizio di una lunga battaglia di un’epicità senza precedenti tra i quattro lottatori che si protrae fino alla fine del film… a cui non aggiungeremo ulteriori dettagli per non rovinare la sorpresa!

La sceneggiatura di Toriyama si nota fin da subito nelle interazioni tra i vari personaggi, contraddistinte dal coinvolgimento, l’ilarità e l’umorismo che caratterizza le prime storie della serie originale. Questo in particolar modo tra Broly e la coppia Cheelai-Lemo che, richiamando in qualche modo il suo noto amore per i classici Disney, tendono a ricordare l’archetipo di Tarzan e la ribelle e spigliata, ma al contempo seria e amorevole Jane.

Grazie a Cheelai e Lemo possiamo assistere alla sapiente riscrittura del personaggio da parte del Maestro e scoprire il lato umano del Saiyan, in contrasto con la rabbia e la cieca vendetta del padre Paragas. Una vera e propria rinascita sotto una luce del tutto nuova, capace di far avvicinare e innamorare anche coloro che in passato non riuscivano a rapportarsi al personaggio.

Eppure, il vecchio Broly non è del tutto perduto. Ciò che rimane del personaggio creato inizialmente da Takao Koyama nel 1993 è l’iconica furia urlante e implacabile che prende il sopravvento per tutta la seconda parte del film, tanto da spazzare completamente via l’umanità che viene presentata poco prima. Un rovescio della medaglia capace di approfondire ulteriormente questo guerriero, dandogli una maggiore profondità e un certo fascino bestiale. Una visione alternativa della forza bruta Saiyan, in opposizione alla potenza controllata di Goku e Vegeta.

Voi tutti conoscete già Broly, no?
E’ un Saiyan incredibilmente forte apparso solo in alcuni dei vecchi film basati sulla serie animata [di Dragon Ball Z]. Sembra sia stato io a realizzarne il design, ma ai tempi non avevo praticamente nessun coinvolgimento in questo tipo di produzioni, quindi ho totalmente dimenticato i dettagli della storia.

Sono venuto a sapere che è ancora oggi un personaggio davvero popolare; non solo in Giappone, ma anche all’estero. Basandosi su questo, il mio editor mi ha chiesto: “Perché non facciamo comparire Broly nel prossimo film?”. Spinto dall’idea, ho riguardato i vecchi film in cui è stato protagonista e ho pensato di poterlo rendere una figura interessante modificando e rimodellando qualche cosina qua e là. Così mi sono messo subito a lavoro, cercando di metter su una storia che potesse integrarlo nella serie di Dragon Ball Super. Ho tenuto bene in mente la figura del Broly originale per non deludere i suoi fan, ma al contempo l’ho “aggiornato” un pochino, fornendo “un nuovo lato” alla sua caratterizzazione. Credo che in questa veste possa risultare un Broly ben più affascinante.

Akira Toriyama, MESSAGGIO COMPLETO

La mano di Toriyama, però, non si limita a questo ritrovato nemico (amico?). Anche Freezer è il protagonista di diversi momenti, che siano essi tragici o comici. Il Maesto torna a scrivere il suo tiranno preferito ricordandoci prima la sua spietata crudeltà al comando dei Saiyan, poi adattandolo a questo nuovo contesto “moderno” introdotto col suo ritorno in Super. Subdolo, scaltro ed egoista burattinaio, Freezer alterna momenti di alti e bassi per il suo personaggio, facendo fuoriuscire il suo lato infantile e incapace di accettare la debolezza già dimostrato durante la battaglia di Namecc, rendendolo così protagonista e vittima di momenti che potrebbero far gioire o storcere il naso a seconda delle preferenze del fan spettatore.

A nostro modo di vedere, nella sua seconda parte questo film condivide lo stesso punto debole del suo precedessore (“DBZ: La Resurrezione di ‘F'”). Nonostante la carica adrenalinica impressa nelle scene d’azione, non si percepisce mai una vera e propria tensione e senso di pericolo: purtroppo nell’universo di Dragon Ball si sono ormai accumulati una moltitudine di espedienti per riuscire a cavarsela, quindi finisce per diventare tutto un grande spettacolo per i fan… anche se c’è bisogno di sottolineare che questo è un grande spettacolo per i fan riuscito maledettamente bene. Inoltre, per esigenze narrative sul grande schermo vengono ripresi per la maggior parte i protagonisti, mentre i vecchi personaggi secondari sono ridotti al minimo indispensabile e alcuni non appaiono nemmeno nei titoli di coda; in cuor nostro confidiamo che in futuro Toei Animation ci possa regalare un retelling del film approfondendo questi e molti altri aspetti nella prossima serie di Dragon Ball Super, scoprendo così tutti i dettagli di quelle tre ore di sceneggiatura scritta da Akira Toriyama.

 

UN CAST STELLARE PER UN FILM STELLARE

Come anticipato a inizio recensione, questo è il film che vede maggiormente il coinvolgimento di Akira Toriyama alla produzione. Il maestro si è impegnato al massimo per questo progetto: ne ha creato la trama, scritto la sceneggiatura, curato i dettagli visivi, revisionato il character design, dato forma alle ambientazioni e mantenuto un occhio vigile su ogni fase dei lavori in corso.

Così come per il film cinematografico “La Battaglia degli Dei” del 2013 e il successivo “La Resurrezione di F” del 2015, ho scritto personalmente la trama di questo nuovo film e ho potuto realizzare numerose illustrazioni, come i design dei personaggi e molto altro…

Akira Toriyama – MESSAGGIO COMPLETO

Tutto è cominciato all’incirca nella Primavera del 2017, quando Akio Iyoku, redattore capo della rivista V-Jump e leader del progetto Dragon Ball Room per Shueisha, ha deciso di proporre al maestro Toriyama una serie di idee per un nuovo film. Sebbene a suo parere una buona parte fossero fin da subito da scartare, alcune bozze hanno attirarto l’attenzione del maestro, che si è fatto coinvolgere dall’entusiasmo di Shueisha e ha deciso di raccontare una storia sulla razza Saiyan.

Mantenendo un contatto costante con la Dragon Ball Room tramite la figura di Iyoku, Toriyama è stato per il progetto di Broly un vero e proprio sostegno che ha aiutato lo staff nel proseguire con ritmo. Sebbene non fosse presente in prima persona, il suo coinvolgimento e il materiale da lui fornito hanno dato una spinta concreta, instillando un entusiasmo crescente che in molte interviste è stato riassunto con la frase: “Il maestro Toriyama sta lavorando sodo per dar forma a questo film e noi vogliamo condividere il suo stesso entusiasmo dando del nostro meglio”.

Abbiamo ricevuto la sceneggiatura nel Giugno 2017 e stabilito con calma i vari elementi di animazione [character design et similia, ndt] fino al mese di Ottobre circa. Il maestro Toriyama ha avuto un ruolo fondamentale nel prendere le decisioni su cui la Dragon Ball Room non riusciva a trovare una soluzione e questo anche grazie al signor Akio Iyoku, che ha collaborato in segreto a stretto contatto con Akira Toriyama, in modo che il dialogo tra il maestro e lo staff fosse costante, veloce e senza intoppi. E’ un modus operandi tutto nuovo quello che abbiamo adottato a partire da questo film, ma ho potuto davvero apprezzarlo. Inoltre, per questo progetto il maestro ci ha fornito decine e decine di bozzetti e immagini; un livello di coinvolgimento che non può essere paragonato al passato. Sembra proprio che Akira Toriyama abbia preso il suo ruolo con grande serietà.

Norihiro Hayashida, produttore – INTERVISTA COMPLETA

Un’attenzione, quella del maestro, che si è focalizzata in particolar modo sul character design, con la scelta in prima persona di Naohiro Shintani: più che talentuoso animatore per le serie di One Piece e Pretty Cure, e nel 2008 animatore chiave per lo special “Ehilà! Son Goku e i suoi amici sono tornati”. Mettendo da parte il tratto di Tadayoshi Yamamuro (leader del comparto animato dei film La Battaglia degli Dei – La Resurrezione di F e character designer per la serie di Super), Dragon Ball ha trovato una rinnovata linfa vitale sotto la direzione Shintani, che ha lavorato a quattro mani con Toriyama per rivoluzionare lo stile di Dragon Ball fin dalle basi. Non a caso, durante le audizioni dedicate il maestro ha chiesto di prestare attenzione alle capacità artistiche dei candidati: se fossero in grado di rendere accattivante un personaggio disegnato di fronte e in piedi, e se sapevano come riprodurre l’anatomia di un corpo vestito di un’uniforme.

Ciò che importava [al maestro] non era se fossero in grado di disegnare bene il viso di Goku, poiché se avessero davvero abilità artistiche avrebbero potuto impararlo in seguito; innanzitutto, era necessario prendersi cura degli aspetti fondamentali. Il maestro Toriyama ha controllato personalmente e in maniera dettagliata l’equilibrio del corpo, per vedere se i canditati avessero compreso come funziona [come va riprodotto] il corpo all’interno di un’uniforme. Alla fine, il maestro ha scelto personalmente Shintani come nuovo character designer.

Akyo Iuoku – INTERVISTA COMPLETA

Goku, chara design di Naohiro Shintani – Immagine cortesia del Sakugabooru

Sebbene inizialmente il suo stile fosse stato criticato dai nostalgici affezionati al tratto spigoloso di Yamamuro, il tratto di Shintani è riuscito a superare ogni prova. A prima vista semplice, il suo character design si è in realtà rivelato profondamente dettagliato e capace di conferire spessore e vigore ai personaggi, oltre un’incredibile espressività con la quale Goku e gli altri protagonisti prendono letteralmente vita, illuminandosi in un sorriso nei momenti tranquilli e ardendo di determinazione nei combattimenti.

Ho ricevuto le correzioni del maestro Toriyama direttamente sulla bella copia. Il mio Goku gli ha fatto fin da subito una buona impressione, quindi non ha avuto motivo di apportare delle modifiche. Tuttavia, mi ha fatto ridisegnare più volte i personaggi femminili, facendomi ritoccare i lineamenti del corpo, come i volti o le forme. Sinceramente non me l’aspettavo, perché in Dragon Ball non ci sono molti personaggi femminili [nel cast principale] e il maestro mi dava l’impressione di essere una persona che non prestasse grande attenzione al loro aspetto.

Naohiro Shintani, INTERVISTA COMPLETA

Goku, studio espressioni da Naohiro Shintani – Immagini cortesia del Sakugabooru

La capacità espressiva e la recitazione dei personaggi è uno dei più grandi pregi di questo film. Il design di Shintani si apre con facilità a ogni tipologia di tratto, permettendo dinamismo nei momenti d’azione e morbidezza in momenti di calma. Che sia la coda di Freezer che si agita rispondendo alle emozioni dell’Imperatore, che siano i capelli o gli abiti che si muovono mossi dal vento o che sia un semplice gesto della mano… ogni personaggio riesce a recitare un ruolo visivo nello schermo, anziché essere un elemento in secondo piano.

Supportato anche da Isamu Takara, secondo character designer famosissimo per il suo lavoro alla serie di One Piece, il tratto di Shintani è riuscito a far brillare ogni singolo animatore coinvolto. In veste anche di supervisore dell’animazione ha diretto importantissimi nomi dell’animazione giapponese, chiamando in suo aiuto veterani legati alla storia di Dragon Ball e ospiti d’onore che non hanno fatto altro che impreziosire ulteriormente quello che è già di per sé è un cast stellare.

Freezer e Broly, studio espressioni da Naohiro Shintani – Immagini cortesia del Sakugabooru

Volendo citare solo alcuni di questi incredibili animatori, Dragon Ball Super – Broly gode del coinvolgimento di: Atsushi Nikaidō, animatore chiave in La Resurrezione di F e di ritorno per il primo episodio di Dragon Ball Super; Chikashi Kubota, animatore chiave di serie come Flip Flappers – Gurren Legann, e character designer per One Punch Man; Hirotaka Nī, coinvolto nelle serie Fate, Gintama e Mobile Suit Gundam, oltre che direttore dell’animazione in episodi isolati di Super; Futoshi Higashide, che troviamo nel Torneo del Potere e ricordiamo particolarmente nell’episodio 65 di Dragon Ball Super; Hiroyuki Itai, animatore chiave per Dragon Ball da La Battaglia degli Dei; Hitoshi Inaba, vero veterano dei film di Dragon Ball che conta la sua presenza fin da Il Super Saiyan della Leggenda; Ken Ōtsuka, tra i più prolifici animatori giapponesi e storyboarder per Dragon Ball Super, oltre che animatore chiave per la seconda sigla d’apertura della serie; Ryō Ōnishi, direttore dell’animazione per La Battaglia degli Dei; Naotoshi Shida, tra i più acclamati animatori di Dragon Ball, veterano del brand e riconosciuto subito per il suo inconfondibile uso delle inquadrature e delle ombreggiature; Shūichirō Manabe, direttore dell’animazione in Super; Yūichi Karasawa, direttore dell’animazione in Super e apprezzatissimo dal pubblico per l’enorme cura nel disegnare le mani dei suoi personaggi.

Al fianco di Shintani, a svolgere il ruolo di Assistenti alla Direzione dell’Animazione troviamo invece Kōdai Watanabe, nome fortemente legato a Pretty Cure e One Piece, e assistente supervisore dell’animazione in La Resurrezione di F; Miyako Tsuji, capo direttore dell’animazione in Dragon Ball Super; Naoki Tate, altro rinomato veterano di Dragon Ball noto per il suo stile minimale e per questo fortemente aperto ad animazioni dinamiche e “morbide”; Takeo Ide, veterano fin dai tempi della prima serie di Dragon Ball e direttore dell’animazione per Dragon Ball GT, oltre che capo direttore dell’animazione in Dragon Ball Super; Yukiko Nakatani, animatore chiave in One Piece, Little Witch Academia e Kimi ni Todoke; Yūya Takahashi, il più acclamato animatore di Dragon Ball Super, definito dai fan come “la rinascita della serie” che strizza l’occhio alla serie Z.

Questo film è un seguito diretto della serie animata televisiva di Dragon Ball Super, quindi per noi è stato importante reclutare animatori abili ed affidabili che ne sono stati coinvolti. Per esempio, abbiamo coinvolto supervisori dell’animazione del calibro di Miyako Tsuji e Takeo Ide, oltre che animatori come Yuya Takahashi, che ha lavorato come supervisore part-time. E’ un cast davvero di lusso. Takahashi in particolare è davvero uno dei temi più caldi quando si parla dell’animazione in Dragon Ball, quindi farò il possibile per utilizzare il suo talento per rispettare il più possibile le aspettative dei fan. Il signor Nagamine ci ha lasciato abbastanza libertà, affidando tutto nelle nostre mani; il che è divertente per noi. Spero che tutto il nostro staff abbia l’occasione di far risaltare la propria personalità.

Naohiro Shintani, INTERVISTA COMPLETA

Grazie alle direttive e alle possibilità fornite da Shintani, ciascuno di questi animatori si è adattato senza alcun problema agli storyboard forniti da Kazuya Karasawa e Masato Mitsuka, incredibili veterani che ricordiamo in particolar modo per il loro lavoro in veste di registi dei singoli episodi e storyboarder nella seconda metà della serie di Super, offrendoci momenti come  le trattative tra Goku e Freezer per il Torneo del Potere, il combattimento tra il “divino” Toppo e Freezer, e la nascita dell’Ultra Istinto perfetto… giusto per citarne alcuni.

Dragon Ball Super, episodio 94

Il loro intelligente uso delle inquadrature e la collegata direzione della fotografia di Yōsuke Motoki sono state riportate con cura dalla direzione artistica di Kazuo Ogura, direttore esecutivo dello Studio Kusanagi: azienda specializzata nella creazione di background in 2D e 3D che vanta un lunghissimo curriculum tra serie televisive e film animati, e che abbiamo ammirato in La Battaglia degli Dei tramite i suoi spettacolari sfondi.

Non certo a caso, le ambientazioni giocano un ruolo fondamentale nella narrazione di questo film. Dal Pianeta Vegeta del Passato con una visuale dei villaggi e del palazzo reale, al Pianeta Vampa su cui è cresciuto Broly, fino alla Terra del Presente. Supportato da Nobuhito Sue, presidente dello Studio Kusanagi, e dai suoi assistenti, Ogura ha realizzato circa 40 art-board più svariati sfondi diretti seguendo le indicazioni e in alcuni casi le bozze del maestro Toriyama, assicurandosi di rispettare le tonalità originali di Dragon Ball e di conferire a ogni location un suo tratto caratteristico.

Visuali varie del Pianeta Vegeta. INTERVISTA COMPLETA

La città costiera della Terra ispirata alla costa italiana di Amalfi. INTERVISTA COMPLETA

L’ultima sfida superata dallo staff di produzione è infine quella della modellazione digitale, affidata al CG Producer Yūji Yokō, al CG Director Kai Makino e al CG Line Producer Takuya Fukunaga. Tre CG Artist già coinvolti nel Dragon World negli ultimi anni: Yuuji Yokoo per la CG utilizzata negli sfondi e negli effetti speciali degli archi narrativi del Trunks del Futuro e del Survival Universale della serie animata di Super (è stato lui a realizzare la versione in CG del ring del Torneo del Potere!), Kai Makino in La Resurrezione di F e Takuya Fukunaga in La Battaglia degli Dei.

La loro CG ha affrontato uno degli ostacoli più difficili, andando a coprire più elementi di produzione: alcune tipologie di sfondi, macchinari secondari, gli effetti del Ki e modelli dei personaggi in isolate occasioni. Un’ardua sfida da portare a termine e vincere del tutto, non solo per la composizione in sé del modello digitale, ma per amalgamarlo al tratto di un disegno “a mano” come quello di un film di questo genere.

Modello digitale di Goku Super Saiyan Blu ancora allo stato “grezzo”. COPERTURA COMPLETA.

A tal proposito, in alcuni scatti i modelli dei personaggi in digitale tendono a risultare non sempre all’altezza, svelando la loro natura artificiale. Eppure, è ugualmente incredibile il lavoro svolto, poiché nonostante tutto lo stile di Shintani permette alla CGI di non essere troppo estranea rispetto al disegno base e di muoversi adeguatamente nella scena.

Quanto meno, prendendo in esempio la CG dei precedenti La Battaglia degli Dei e La Resurrezione di F, il salto di qualità di Broly è ben evidente. Tra le reazioni degli sfondi ai combattimenti ed elementi in secondo piano che scorrono passando quasi inosservati all’occhio dello spettatore, basta anche solo vedere gli incredibili effetti del Ki di Broly per sgranare gli occhi dalla meraviglia. Dopotutto, perfino il maestro Toriyama ne è rimasto positivamente colpito.

Per la prima volta da sempre il maestro Toriyama ha voluto visionare i modelli digitali dei personaggi. Ero abbastanza tranquillo e fiducioso di una risposta positiva, poiché quelli che gli stavamo mostrando erano i modelli realizzati sulle specifiche correzioni del signor Shintani. Infatti ha poi voluto che glieli mostrassimo in varie angolazioni [in poche parole ha trovato buoni i modelli base, quindi li ha voluti vedere in azione, ndt]. Sono stato davvero felice.

Kai Makino, INTERVISTA COMPLETA

 

QUANDO LO STRESS PORTA BENE

Tutti talentuosi nomi guidati dal regista Tatsuya Nagamine, principale regista dell’arco narrativo del Survival Universale di Dragon Ball Super e in passato assistente regista del film “Dragon Ball: Il cammino dell’eroe” e del più recente “Z” per il franchise di One Piece. Una regia quasi voluta dal destino. Nagamine è infatti “figlio” degli insegnamenti di Shigeyasu Yamauchi, direttore del primo film in cui Broly ha fatto la sua comparsa: “Dragon Ball Z: Il Super Saiyan della leggenda”.

Accettando il ruolo da regista, Nagamine ha preso a cuore non solo un progetto mirato a dare un nuovo volto a Dragon Ball, ma anche l’eredità del suo mentore. Nelle interviste pubblicate il povero Nagamine si è sempre detto profondamente sotto stress, poiché certo di non essere in grado di superare quanto fatto dal maestro Yamamuchi. Tuttavia, grazie a questo nuovo Broly e al sostegno del maestro Toriyama tramite la sceneggiature e le note proposte, è riuscito in quello che per lui era impossibile.

Questa storia è totalmente opera del maestro Toriyama!! Dal nostro canto, abbiamo fatto il possibile per mantenere tutti i dialoghi intatti e dato il massimo per costruire il resto partendo da questa sua base. Ci siamo letteralmente appoggiati sulle spalle di Akira Toriyama. Tuttavia, abbiamo usato i nostri “trucchetti” nelle scene di combattimento. In poche parole, abbiamo fatto del nostro meglio per disegnare battaglie che facessero risaltare i dialoghi del maestro Toriyama. […] All’inizio pensavo quasi di impazzire. Per fortuna, in mio aiuto è sopraggiunta la sceneggiatura del maestro Toriyama. Ha scritto una storia che man mano che prosegue diventa più intensa ed emozionante; ciò ha permesso a mia volta di evolvere e rafforzare con costanza le singole battaglie.

Tatsuya Nagamine – INTERVISTA COMPLETA

Nagamine al lavoro nel suo studio. Immagini cortesia dell’Official Site.

Possiamo definire la regia di Nagamine letteralmente un occhio di falco. La sua attenzione si è soffermata su ogni più piccolo dettaglio, dirigendo e guidando ogni singolo ramo di produzione. Lavorando spalla a spalla con Karasawa e Mitsuka agli storyboard, supervisionando la direzione artistica di Ogura, collaborando con Shintani sulla forma del design. Nagamine ha dato tutto sé stesso in questo progetto, sforzandosi oltre l’inimmaginabile per soddisfare il pubblico.

E, ironicamente, quello che alla fine ne è stato più soddisfatto è stato proprio lui. Perché, come raccontò, gli animatori spesso prendevano strade diverse dalla sua, “facendo di testa loro”. Ma anziché arrabbiarsi per questo, Nagamine reagiva con fervore, entusiasmandosi nel trovarsi davanti un prodotto diverso da quello che aveva immaginato, ma al contempo ben superiore a ogni sua aspettativa.

Con la battaglia finale gli animatori si sono lasciati un po’ trasportare; hanno totalmente ignorato i miei storyboard e disegnato ciò che si sentivano sul momento (ride). Però a nostra disposizione abbiamo animatori di incredibile talento, il che ha portato alla creazione di scene capaci di superare ogni mia più rosea aspettativa. Ci sono scene talmente incredibili da andare semplicemente oltre la mia comprensione. Revisionandole, non riuscivo a far altro che commentare: “Wow!!”, dare l’ok e aspettare che fossero completate [in ogni step di produzione]. E poi, quando mi trovavo davanti le singole scene effettivamente pronte… andavano ulteriormente oltre la mia immaginazione!! A un certo punto ho iniziato a sentirmi come uno spettatore! In questo film ci sono davvero battaglie inimmaginabili capaci di superare ogni limite.

Tatsuya Nagamine – INTERVISTA COMPLETA

Tatsuya Nagamine nel suo studio. Immagini cortesia dell’Official Site.

 

GO BROLY, GO GO!

Ed eccoci al comparto musicale. Norihito Sumitomo ritorna in veste di compositore, riprendendo i suoni e gli strumenti che hanno caratterizzato la serie di Dragon Ball Super, arrivando a maturazione in quella che si potrebbe definire una delle sue migliori composizioni. Distaccandosi dallo stile classico del suo precedessore Shunsuke Kikuchi, la colonna sonora di Sumitomo trova la sua dimensione riuscendo a seguire lo stato d’animo dello spettatore, esaltandolo o rattristandolo a seconda della scena.

Tutto ciò si nota più facilmente durante il combattimento principale, dove si può udire un crescendo di archi e trombe che richiamano l’arco passato del Torneo del Potere contribuendo all’epicità della battaglia. Tra i nuovi elementi, in particolare, la menzione d’onore va sicuramente ai cori in sottofondo che, urlando i nomi dei personaggi quasi fossero dei contendenti sul ring di un incontro di wrestling, seguono il ritmo incalzante delle scene d’azione fomentando l’entusiasmo dei presenti in sala. Quest’ultimo elemento però, creato appositamente per coinvolgere la platea, potrebbe non essere apprezzato altrettanto da tutti i fan. Dal canto nostro, abbiamo lottato col desiderio irrefrenabile di alzarci dalle poltrone e urlare a pieni polmoni: “Go Broly, GO GO!”.

Nel caso di alcune scene tristi ho voluto chiedere quanta tristezza dovevo esprimere; come ad esempio con Broly, per cui ho chiesto fino a che punto la musica doveva riflettere il suo cambiamento emotivo. Sono precisi elementi su cui tendo a procedere sempre con cautela e particolare attenzione.

Nella seconda parte di questo film non esagero nel dire che ci sono praticamente solo Battle Theme ed è stata una bella sfida riuscire a diversificare le une dalle altre. Componendo canzoni molto simili tra loro si rischia di stufarsi, ma allo stesso tempo componendone ogni volta di diverse si finisce per perdere quel senso “unità”. […] Parlando sempre delle Battle Theme, per esempio, oltre all’Orchestra abbiamo deciso di utilizzare anche brani simili agli inni d’incoraggiamento [Le Ouenka, brani simili agli inni delle squadre, ma in realtà vere e proprie canzoni cantate dalle cheerleader o dai tifosi, ndt]. E’ stato proprio questo attivo supporto  da parte del regista che mi ha permesso di procedere nei lavori con facilità. Mi ha aiutato tantissimo dandomi i suoi suggerimenti.

Norihito Sumitomo – INTERVISTA COMPLETA

In apertuna al film possiamo ritrovare una reprise di CHA-LA-HEAD-CHA-LA, il tema musicale per eccellenza reso famoso dalla serie televisiva di Dragon Ball Z, che richiama un certo effetto nostalgia. Come sigla di chiusura, invece, per l’edizione italiana – così come per il mercato internazionale generale – abbiamo la versione inglese di Blizzard, il nuovo successo pop di Daichi Miura che funge anche da tema principale per il climax del film. Miura in particolar modo ha voluto omaggiare la distesa ghiacciata su cui si svolge il primo combattimento tra Goku, Vegeta e Broly, cercando di rappresentare tramite il proprio testo le emozioni e i sentimenti dei tre Saiyan in merito alla sfida che dovranno affrontare. Un brano che cerca una similitudine tra gli sforzi che i tre guerrieri faranno per raggiungere i loro rispettivi obiettivi e il modo in cui nella società moderna le persone si sforzano di superare un “muro di ghiaccio” per diventare ciò che vogliono essere. Un “tema universale” di riscatto e determinazione.

Per quanto riguarda la versione italiana, siamo felici di constatare che è stato fatto un ottimo lavoro di mixaggio. Purtroppo dopo l’uscita del film negli Stati Uniti si erano diffuse varie lamentele riguardo al volume eccessivo delle voci dei doppiatori che coprivano la musica in sottofondo; avevamo il timore che anche noi avremmo avuto un simile trattamento, ma non è stato così. Inoltre, una delle (tante) piacevoli sorprese di questa edizione è il mantenimento dell’eco come effetto sonoro durante le trasformazioni e i colpi energetici dei personaggi, così come presenti nell’edizione originale giapponese.

 

IL BROLY ITALIANO

La versione italiana non è da meno rispetto il comparto tecnico e artistico di alto livello del film. Anzi, riesce perfino a impreziosire ulteriormente quanto abbiamo detto finora! Libero dalle imposizioni e dalle limitazioni della trasmissione televisiva, l’adattamento torna infatti a splendere, correggendo i vari errori presenti nel Dragon Ball Super italiano e rispettando la personalità dei suoi personaggi.

Un lavoro reso possibile dagli sforzi di Koch Media e dalla sua divisione AnimeFactory, che è riuscita nell’impresa di portare sotto un unico studio di doppiaggio i nomi dello staff milanese Merak Film (padre delle serie animate) e dello staff romano CDC Sefit (primo padre dei film animati di Dragon Ball e di ritorno per La Battaglia degli Dei e La Resurrezione di F). Due importanti portavoce di Dragon Ball in Italia guidati dalla sapiente direzione del doppiaggio e dalla ricchissima esperienza nell’adattamento dei dialoghi di due dei più rinomati nomi del cast romano, non a caso già occupatosi dei lungometraggi precedenti: Andrea Ward (voce di Goku) e Fabrizio Mazzotta (voce di Oolong). Una vera e propria Fusion tra due realtà che si pensava fossero inconciliabili fino a questo momento: le voci della serie animata combinate con la fedeltà dei termini e delle pronunce del manga originale!

Andrea Ward saluta il pubblico nel suo video d’annuncio

Leader di questo incredibile cast di doppiatori sono naturalmente Claudio Moneta, nei panni di Goku in un’interpretazione magistralmente fedele al personaggio originale, Gianluca Iacono ed Emanuela Pacotto, voci di Vegeta e Bulma, e unici doppiatori storici ormai rimasti tra le fila del cast della serie. Infatti per Piccolo e Trunks tornano rispettivamente Luca Ghigone, nel tentativo di rievocare il timbro vocale del suo precedessore Alberto Olivero, e Patrizia Mottola in sostituzione della compianta Monica Bonetto. Dalla serie di Dragon Ball Super vengono riconfermati anche Alessandro Zurla e Lorenzo Scattorin per Whis e Beerus, insieme a un sublime Federico Zanandrea che ha nuovamente prestato la sua voce a Freezer.

Tra i Saiyan annoveriamo Pietro Ubaldi su Re Vegeta e il ritorno di Marco Balzarotti su Bardack, oltre l’introduzione di Francesca Bielli come Gine e Stefano Mondini su un Paragas abilmente capace di differenziare la propria voce tra un giovane soldato leale al suo Re e lo stesso accecato dalla vendetta in età avanzata. Piacevole sorpresa è l’inaspettato ritorno della profonda voce romana di Broly, Mario Bombardieri, che porta le sue corde vocali al massimo nell’arduo compito di sgolarsi per esprimere la potenza bestiale di Broly nella seconda parte del film. Diamo infine il benvenuto nel Dragon World a Katia Sorrentino, voce della splendida Cheelai, accompagnata da un Lemo interpretato dalla vecchia conoscenza di Diego Sabre (Yamcha).

Nonostante inizialmente faccia un certo effetto sentire i doppiatori della serie animata abbandonare i loro vecchi schemi per pronunciare nomi come Kamehameha, Kakaroth, Senzu ecc., lo spettatore riesce ad abituarsi ben presto a questa nuova combinazione, arrivando alla conclusione del film con l’ardente desiderio di sentirne sempre più. Questo perché l’adattamento di Dragon Ball Super – Broly offre una fedeltà d’adattamento mai avuta prima, con una cura quasi maniacale nel riportare non solo nomi e tecniche, ma anche i modi di parlare tipici di alcuni personaggi. Pronuncia, stile grammaticale e modi di parlare: c’è tutto. Dal “Thank you” usato da Cheelai a Piccolo che finalmente chiama Son Goku con il suo cognome di famiglia, e altre piacevoli sorprese che arricchiscono questo adattamento. Un gioco di “aguzza l’udito” dedicato ai fan più sfegatati in cui a vincere è finalmente la fedeltà.

Come ogni ottimo lavoro, però, non mancano piccole imperfezioni qua e là, come aggiunte minori non necessarie ai dialoghi. Eppure, oltre alla semplice preferenza personale c’è anche da tenere conto anche di vari elementi di contorno, come la resa di un concetto nella forma italiana e soprattutto delle tempistiche del labiale. Purtroppo con una sola visione è difficile riuscire ad approfondire ogni singolo dettaglio di un argomento così ampio e delicato, quindi rimandiamo un focus dedicato all’uscita dell’edizione home video in Italia. Anche perché, in conclusione…

 

IL FANSERVICE, QUELLO BELLO

Questa nuova incarnazione cinematografica rende definitivamente giustizia al Saiyan più forte di sempre, Broly, in un tripudio di colori, animazioni ed epicità che nella sua semplicità espande ancora una volta il potenziale narrativo dell’universo di Dragon Ball. Toei Animation è riuscita a creare un prodotto visivamente spettacolare dalla penna di Toriyama, inscenando una battaglia fenomenale senza precedenti con animazioni 2D e 3D di altissimo livello.

Ad ogni modo, la vostra impressione dipenderà molto da cosa vi aspettate da un film di Dragon Ball: se cercate un film d’azione ricco di effetto nostalgia, allora fa definitivamente per voi. Altrettanto se conoscete l’umorismo tipico di Toriyama e adorate la leggerezza che contraddistingue Dragon Ball Super, cosa che al contrario potrebbe infastidire se non addirittura risultare inopportuna.

“Dragon Ball Super – Broly” è un film che nessun fan dovrebbe lasciarsi scappare (sì, anche i detrattori della serie Super), perché dopo averne seguito lo sviluppo sin dagli albori possiamo affermare con certezza che si tratta di uno dei migliori prodotti mai realizzati per il franchise. Sia per il comparto tecnico che per la sua edizione italiana.

L’appuntamento è ufficialmente previsto nei cinema italiani a partire da questo 28 Febbraio 2019 non come una proiezione evento, bensì tramite una vera e propria uscita cinematografica. Vi ricordiamo che Koch Media e Anime Factory, in collaborazione con le catene The Space Cinema e UCI Cinemas, hanno organizzato una serie di proiezioni anteprima che si svilupperanno nelle giornate del 20 – 21 – 22 Febbraio in selezionate sale e città d’Italia, includendo eventi speciali come incontri con i doppiatori e firmacopie. Affrettatevi e prenotate il vostro biglietto!

 

Ah, un consiglio: prestate attenzione all’ultima scena animata mentre scorrono i titoli di coda!

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