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Quasi tutte le opere di Akira Toriyama #625 – 5 Agosto 2020

Prosegue lo speciale progetto introdotto dal Dragon Ball Official Site, il sito ufficiale della serie di Dragon Ball gestito da Shueisha: “Quasi tutte le opere di Akira Toriyama” (鳥山明ほぼ全仕事), una sezione che ospita raro materiale riguardante il maestro Toriyama, proponendo interviste, illustrazioni, character design et similia. Questa sezione viene aggiornata (quasi) ogni giorno, ma mantiene i contenuti proposti per sole 24 ore. Rarità a tempo limitato!

Il post del 5 Agosto 2020, seicento-venticinquesimo aggiornamento del progetto, ci riporta ancora una volta al 4 Ottobre 1995, ovvero all’uscita in Giappone del “Dragon Ball Daizenshuu 4 – World Guide”: quarto volume della serie di guide ufficiali Daizenshuu. Questo quarto numero si concentrò sul Dragon World nella sua generalità, parlando dei personaggi che lo abitano, dei luoghi che lo compongono (la Terra, lo spazio, l’Altro Mondo…) e della tecnologia che lo sviluppa.

PRECEDENTI SEGNALAZIONI
▪️ 372° opera: copertina del Daizenshuu 4
▪️ 206° opera: inserto Shenlong Times n.4

Il maestro partecipò alla produzione della linea Daizenshuu non solo realizzando in prima persona le copertine dei sette volumi che compongono la collezione, ma anche fornendo interviste e aneddoti vari su Dragon Ball e la sua vita privata nel corso della serializzazione. Per la segnalazione odierna, l’Official Site si concentra sulla quarta “Super Intervista” ad Akira Toriyama che in questo caso conclude il Daizenshuu 4; intervista che parla del Mondo di Dragon Ball e su come il maestro ha dato forma alle sue varie ambientazioni. Il Site si sofferma sulle prime domande del Q&A.

Q: Dato che il quarto Daizenshuu è una “World Guide” di Dragon Ball, vorrei concentrare le mie domande sul discutere proprio il Mondo della serie. Innanzitutto: la Terra di Dragon Ball è notevolmente diversa dalla Terra reale…

Toriyama: Sì, lo è. Fin dalla primissima che ho pubblicato, tutte le mie storie sono state ambientate in Mondi che “in realtà non sono da nessuna parte”. Anche col Villaggio Pinguino è stato lo stesso: sappiamo che è sulla Terra, ma non dove si trova di preciso… “Cashman” [mini-serie in tre capitoli pubblicata nel 1990 sul mensile V-Jump, ndt] era ambientato su una Terra un po’ più realistica, ma comunque non si riesce a capire in quale Paese specifico.

 

Q: Perché ha deciso di ambientare le sue storie in Mondi che “in realtà non sono da nessuna parte”?

Toriyama: Alla fin fine, credo sia perché così tutto diventa più facile. Il mio modus operandi si basa sul criterio di “fare ciò che può essere facile”. Se ambientassi le mie storie nel Mondo reale, dovrei costantemente disegnare guardando ai materiali di riferimento per elementi come edifici, veicoli… In questi casi, qualsiasi piccolo errore salta subito all’occhio e la gente poi se ne lamenta.

 

Q: Pensavo che, in generale, fosse più semplice disegnare con del materiale di riferimento…

Toriyama: Davvero? Beh, dal canto mio posso dire che – mettendo da parte il non guardare materiale di riferimento – se disegno una storia per cui sono io che ne creo liberamente l’ambientazione, allora la sto impostando in un Mondo che non è da nessuna parte.

 

Q: Quindi lei non usa materiale di riferimento nemmeno per i paesaggi?

Toriyama: In generale no, non ne faccio uso. Anche se all’inizio mi sono soffermato a osservare edifici e varie ambientazioni in stile cinese. Quando è iniziata la serializzazione [di Dragon Ball], la mia intenzione era quella di cambiare completamente l’atmosfera rispetto quanto avevo fatto fino ad allora con “Dr. Slump”. Dr. Slump aveva un’atmosfera ispirata alla West Coast americana, quindi con Dragon Ball ho voluto cambiare completamente e renderlo più orientale. Ricordo che a quei tempi mia moglie era interessata alla Cina e disegnai le ambientazioni [di Dragon Ball] ispirandomi alle foto pubblicate nei libri dedicati che comprava.

Toriyama: Oltre a questo, ho preso ispirazione anche per l’ambientazione del Tenkaichi Budōkai. Mi ci sono davvero messo di impegno nel dargli forma. Prima che la serializzazione [di Dragon Ball] avesse inizio, la mia famiglia e il mio assistente [probabilmente parla di Takashi Matsuyama, suo assistente dalla seconda metà di Dr. Slump e per tutto Dragon Ball, ndt] siamo andati in viaggio a Bali. L’intera Papaya Island (l’isola dove si svolge il Tenkaichi Budōkai) è stata ispirata da Bali. Ho guardato e riguardato le foto che abbiamo scattato durante il viaggio e da queste ho ideato gli edifici, l’ambientazione, ecc. E proprio per questo è stato incredibilmente difficile (*ride*). [Nel corso della serializzazione] ho dovuto ridisegnare innumerevoli volte lo sfondo del Tenkaichi Budōkai e ogni volta ero costretto a riprendere il materiale di riferimento (*ride).

 

Seguiremo attivamente il progetto e vi segnaleremo tutti i nuovi post introdotti giorno per giorno. Per i precedenti aggiornamenti, vi rimandiamo al nostro tag dedicato: DBOS Toriyama Project.

 

Fonte:

DRAGON BALL OFFICIAL SITE

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